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VASI DIPINTI DEL MUSEO DI VILLA GIULIA

Il Museo Nazionale di Villa Giulia accoglie ge-
neralmente suppellettili trovate in iscavi regolari o
dovute a rinvenimenti fortuiti nella bassa Etruria,
nell'Umbria alla sinistra del Tevere e nel Lazio;
ma in questi ultimi anni si è andato arricchendo di
una notevole quantità di oggetti di provenienza varia.
Per la maggior parte provengono dall'ormai scom-
parso Museo Kircheriano; altri da acquisti fatti in
prevalenza all'Ufficio di esportazione; non manca
qualche modesto dono. In considerazione della loro
qualità di oggetti sporadici, per cui si sottraggono
alle categorie topografiche predominanti nel Museo,
essi sono destinati a quella sezione speciale che for-
merà l'Antiquario.

Piccola, ma non trascurabile, è, in questa sezione,
la raccolta dei vasi dipinti. I più importanti di quelli
del Kircheriano sono già editi ('); come editi pure
sono il noto vaso Chigi (2), anch'esso acquistato di re-
cente per le collezioni di Villa Giulia, e la situla
italiota con Enomao e Pelope Non così tutti gli
altri (4). Crediamo perciò di fare cosa utile pub-
blicandone la maggior parte, tra cui qualcuno di quelli
rimasti inediti del Kircheriano.

(x) E. Paribeni, Monumenti dei Lincei, XIV, 1904, co-
lonna 269 e segg.

(2) Notizie degli scavi, 1882, p. 291 e segg. (G. Ghirar-
dini); Antike Denkmàler des deutsch. arch. lnst., II, tavv. 44-45
e testo relativo (1899-1901), a p. 7 (G. Karo) ; Ausonia, Vili,
1913, tavv. V-VIII, p. 104 e segg.

(») Ausonia, VII, 1912, tavv. U-III, p. 116 e segg.

(*) Meno i due descritti sotto i nn. 38 e 39, che sono
stati riprodotti uel catalogo della vendita Woodyat (1912),
sotto i nn. 101 e 102.

I.

Ceramica ionica e ionizzante.

Gli esemplari che rappresentano questa svariata
classe di vasi nel nostro gruppo — fatta eccezione
pel menzionato vaso Chigi, per la coppa così detta rodia
già nel Kircheriano (1), pel vasetto a testa di Acheloo,
proveniente dalla stessa raccolta (2) — non sono molto
notevoli. Tuttavia mette conto di menzionarne alcuni,
e in primo luogo i pochi vasetti plastici della cate-
goria a forma di animali.

1. Capriolo. Inv. n. 6706 (tav. I). Dono Santatìora.
Lungh. mm. 175.

In atto di correre. Figura molto schematica, ri-
jjnoscibile per altro alla testa, rovesciata all'in-
dietro, e alle ampie corna ricurve toccanti la schiena.
Pelle picchiettata, resa con macchiettine brunastre in
fondo più chiaro. Ori tìzio sul collo, poco sopra il petto.

2. Lepre. Inv. n. 24976 (tav. I). Dal Kircheriano.
Lungh. mm. 70.

L'animale è accovacciato. Le forme sono abba-
stanza indovinate. Gli orecchi sono resi sommaria-
mente in plastica e ritoccati a pennello. Trattati a
pennello sono pure gli occhi. Pelle picchiettata, resa

(*) Paribeni, Mon. dei Lincei, XIV, col. 297, n. 3 e ta-
vola annessa. Cfr. Perrot-Chipiez, Histoire de l'Art dans fan-
tiquité, IX, p. 681.

(2) Paribeni, Mon. dei Lincei, XIV, col. 267, n, 2, fìg. 3.
Va pure ricordato un altro balsamario a forma di testa elmata
(Paribeni, scritto cit., col. 270 e segg., n. 1, fig. 1).
 
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