Scamozzi, Vincenzo
L' Idea Della Architettvra Vniversale: Diuisa in X. Libri (Band 2): Dell'Esqvisitezza De' Cinqve Ordini. E de loro Colonnati, Archi, Modo: nature pi regolate: e delle Materie conuencuoli all'edificare — Venetia, 1615 [Cicognara, 651]

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AL SERENISSIMO PRENCIPE


COSMO DE MEDICI
GRAN DVCA DI TOSCANA. *«
R -iA' molto ragioneuolcofa, Sereniffimo Trencìpe/hauendosecon^
doi pm faggi pareri de gli huomimper voler inalbar me lì elso, e
quelle mie lunghe fatiche a più alti gradi di honore, e di gloria,
le apprefintajf al concetto del Mondo, ornate con varij fregi del
nome de Sereni fimi Prencipu e di Germania,e di'Piemontejome
fi è fatto nella Prima Parte di effe ; rifer bando, come per ogni debi-
to di Homagio, tlJJedicar la Seconda Parte, àvarij 'Prencipiquì in Italia. Tut-
tavia al parer mio halle filmate di minor preferite, diquello, che fi conuemua ad esfe;
ancoraché in queBe carte le offerìfca, e confacri in Difegno,poco meno,che io non dica
tutte le grandefj^e > e meramglie deWVntuevfo , Pofciache incominciando dall' Ab
te%z^a V.Sereni fi per auuentura non neriemerà precetto 'veruno da quelìa mia Idea
dell Architettura Vniuerfàle : efendo chiaro,che nella fisa Idea* connaturale porta del
continouo infiniti x e pellegrini petifieridegni di lei : Il che giocami bene a credere non
fò lo per l'innata Al af nife enz à, egvandeT^a , che ella consìfapiente emulationefe-
gue i gl'or iosisimi y effigi de Serenipmi aw poi. Poiché conforme al' fm glori os/fi ~
mo nome di Lofmo 3 qua/i lucidi fimo Alando, con generale applausòspofandofisopra ì
duoigran Poli di Ferdinando Gran Padre, e di Cofmofuo Grand Amo fi rende ri-
guar dettole a tutte le gemi, E fé in quejìi primi ardori di Forz^e, e di et ade rifflende
di Virtù, e di tante dignitadt; chiara cofa e->che fi augurale preue de,quali ffiacendo a.
Dio,deono esser e glifi? lendori nel merigge de Hafuà et ade, colmi ài fama, e di gloria im-
mortale . Le quali co fé considerai e nella mia mente m abbagliarono di maniera, che
non hebbi ardire di far alcuna riklutione :fe qualhora nella piccioléì^a del mio dono
non v'hauesse conofeiuto la grande {zi,a della mia volontà, Qf offemanz^a ; che per fé
medepma potè a efser degni firn 0 prefente ad vngran Prencipe. In quella guifa, che
egli potè esfer inalbato nelle Serenità degli Alefsandri Magni , degli Auguri, e de
js>'aiani Imperatori, Dinocrate,Vitruuio,Apollodoro,e tanti altri ^Architetti antichi.
Confiderandò appiefso che il dono e tanto piùgraditos quanto egli e di minor pregio in
quantità ,e materia,ma pofci& assai più vaga, e maeflreuole nella forma, et appare più
lieto nella fronte del donatore. Laonde da tutte queste cofè accompagnato bora lietamen-
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