Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 2.1896

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34 FERDINANDO MAZZANTI

la morte da poco tempo ci ha rapito, diradarono le nebbie che avvolgevano l'arte cristiana
dei primi secoli ; se gli studi del Promis, del Boito e d'altri insigni apportarono viva luce
sulle opere dei marmorari romani dei secoli xn e xiu, è forza riconoscere però che una
lacuna ben grande esiste ancora.

Donde proviene ciò? Dalla mancanza d'opere d'arte di quei tempi, oppure dalla defi-
cienza di studi e ricerche intorno ad esse? Quale ne sia la causa lo vedremo più innanzi:

Soffitto del ix secolo
in Santa Maria in Trastevere

Soffitto classico
poi parapetto in Sant'Agnese fuori le mura

mi sia lecito far notare intanto che i lavori dei sopracitati marmorari, dopo gli accurati
studi eseguiti, non vanno più confusi coi bisantini lavori, ma si distinguono per i nomi
di quegli artisti che firmando magister romanus fecit, diedero a conoscere l'origine locale
dell'arte loro ed il pregio in cui essi erano tenuti.

Il chiostro di San Paolo di Pietro marmòraro, quello di San Giovanni in Laterano del
Yassalletto, il coro di San Lorenzo fuori le mura, le tombe dei Savelli all'Aracoeli, la fac-
ciata del duomo di Civita Castellana, e cento altri capolavori dei Cosmati, ci offrono splendidi
esempi di quell'arte gentile che tanta grazia di classiche forme rivela, e pur tanto differisce
dall'arte antica.

Si distinguono i citati lavori per eleganza di forma e finezza di ornati scolpiti con poco
rilievo e minutamente intagliati quasi alla maniera bisantina; vanno adorni di grandi tondi
di porfido o di grauito e fasce di mosaico a piccoli pezzi triangolari, quadrangolari od esa-
gonali di porfido verde e rosso e di giallo antico, riuniti in ingegnose combinazioni geome-
triche; nelle parti verticali i mosaici sono assai più minuti, e composti quasi sempre con
smalti colorati e cubetti di vetro dorato.

La ben calcolata combinazione dei colori robusti ma di tono basso, ed il luccichio degli
smalti in contrasto con la trasparenza dei vecchi marmi della tinta di avorio, dànno un
gran brio a codesti lavori ed un'impronta tutta loro speciale che li distingue da quelli
prodotti in altre regioni.

La scuola dei marmorari romani fa. da sè; essa ha le sue forme architettoniche, i suoi
motivi ornamentali, i suoi metodi, la sua tecnica e perfino i suoi marmi prediletti! L'arte
ogivale appena appena la sfiora: ad altra arte più robusta e potente essa tien fiso lo sguardo,
altro sangue più nobile essa sente scorrere nelle sue vene!

Noi conosciamo i nomi di quegli artisti che per due secoli si trasmisero le tradizioni
e la pratica dell'arte, ma non sappiamo dove ebbe origine la loro scuola, nè sappiamo chi
furono i loro maestri.

Forse frugando nei vecchi edifìzi anteriori ai Cosmati, si troverebbero gii indizi di
un'arte locale che precedette quella dei summentovati artisti; ma tali ricerche, lunghe e
pazienti negli altri centri artistici, sono in Roma così difficoltose da scoraggiare gl'ingegni
più. forti e le volontà più tenaci.

Imperocché gli edifìzi romani dei bassi tempi non presentano mai quei caratteri spiccati
che hanno per solito i monumenti ideati e costruiti di getto in una data epoca, con mate-
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