Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 2.1896

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ALCUNE PITTURE GIOVANILI

DI BALDASSARE PERUZZI A ROMA

L Yasari, nella vita di Baldassare Peruzzi, 1 dice che
al giovane pittore senese, dopo ch'egli ebbe dimostrata-
la sua valentia colla pittura di certa Nostra Donna,
« fu dato a fare nella Chiesa di Sant'Onofrio la cap-
pella dell'altare maggiore, la quale egli condusse a
fresco con molta bella maniera e con molta bella
grazia ».

Dopo che il Titi nella sua « Descrizione delle pit-
ture di Roma»,2 parlando di Sant'Onofrio, ebbe attri-
buito al Pinturicchio: delle pitture del cappellone,
quelle dalla cornice in su, nessuno si curò più di
quanto aveva detto Giorgio Yasari, e solamente ai no-
stri giorni per opera del Cavalcasene, del Milanesi e
del Morelli fu tolta la divisione fra gli affreschi della
parte inferiore e quelli del catino e si assegnarono
tutti al Peruzzi. I ciceroni di piazza con quel loro tenace spirito di conservazione, che li
fa dire di padre in figlio sempre le stesse cose, ripetono a tutti il giudizio del Titi; i
forestieri ammirano spesso senza discutere e se ne vanno allegri e contenti. Ciò vorrebbe
dir poco, se si tenesse conto soltanto della maggioranza di coloro che visitano le opere
d'arte, ma la cosa diventa interessante quando vediamo, come occorse più d'una volta a me,
prendere al laccio e restare ingannate anche persone intelligenti d'arte.

Infatti a prima vista, a chi guardi così alla leggiera e non osservi con attenzione i
caratteri di quest'opera, fra la parte inferiore e la superiore appariscono differenze: la com-
posizione, le attitudini delle figure, l'aria di certe teste, tutto sembra discordare. La ragione
di questa impressione di diversità sta nell'essere questa una delle prime opere, anzi la prima
grande opera di Baldassarre Peruzzi.

Questi affreschi di Sant'Onofrio hanno tutti i caratteri del lavoro giovanile d'un pittore
intelligente, il quale, benché abbia già idee proprie, manca però ancora d'una sicura tecnica,
ed avendo ammirato opere di grandi maestri, diversi fra loro, non ha trovata ancora la
via, e segue ora questi ora quegli, non sapendo per chi decidersi.

In questa incertezza di tecnica è la ragione della spartizione fra due maestri di queste
pitture di Sant'Onofrio.

Le opere fatte in Siena da Giovanni Antonio Bazzi, prima che Agostino Chigi lo con-

1 Vasari, Le vite, ed. Milanesi, voi. IV, pag. 589. architetture esposte al pubblico in Fonia. Roma, M. Pa-

2 Titi Filippo, Descrizione delle pitture, sculture e gliarini, 1763, pag. 30.

Archivio storico dell'Arte, Serie 2', Anno II, fase. V. *

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