Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 2.1896

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LORENZO LOTTO

PITTORE.

A PROPOSITO DI UNA NUOVA PUBBLICAZIONE

Vili.

ossjamo procedere con maggiore certezza nello stabilire
che il Lotto aveva compito appunto i suoi cinquanta
anni di vita allorché si accinse alla esecuzione di
un'opera la quale, per grandiosità di composizione,
per maturità di concetto e per forza drammatica, oc-
cupa un posto eminente, staremmo per dire eccezionale,
fra quante egli abbia mai fatte.

È anch'essa un tesoro di tal fatta da dover richia-
mare a se da lungi gli appassionati pellegrini dell'arte,
mentre si trova come per incanto in un piccolo e
remoto paese, a poche miglia dalla città di Macerata,
a due o tre chilometri dalla stazione ferroviaria pre-
cedente, che porta il nome di San Giusto. È una pic-
cola fatica con largo compenso quella cui si sobbarca
il viandante salendo alla modica altura coronata dal
piccolo ma ben costrutto villaggio, che racchiude nella sua chiesa di Santa Maria della
Pietà sull'altare maggiore il capo lavoro al quale alludiamo. La pala, centinata in alto, è
larga ben metri 2.50, alta circa 5, e ci si presenta racchiusa entro magnifica cornice
architettonica del tempo, a colonne di rilievo e sovrapposta cornice sporgente con tre
mensoloni a fogliami sottoposti, che servono di sostegno. Tutto riccamente ornato in oro
sopra fondo turchino. Sulla tela è rappresentata la scena della Crocefìssione, completata
da un gran numero di figure. Alte le tre croci, vi stanno di sotto, nelle più variate
movenze, gli sgherri, a piedi nel mezzo, a cavallo ai lati. La figura di N. S., disegnato in
modo che rammenta sensibilmente quello in piccolo che appartiene alla Galleria Borromeo
di Milano, che vogliamo porgere riprodotto nella figura 27a poiché non ci è dato offrire
alcuna immagine grafica del grande capolavoro di San Giusto.

Sul piano anteriore vedesi nel mezzo il gruppo esprimente la Vergine svenuta, assistita
da San Giovanni e da altra pia donna. Accorre a destra la Maddalena in veste celeste, le
braccia aperte con atto appassionato, rivolta verso altra pia donna inginocchiata, dove
dominano vivaci colori, bianco, rosa, aranciato. Il San Giovanni, mentre sorregge la Vergine,
volge il viso dal lato sinistro, dov'è ritratto in ginocchio, quasi di profilo, con grande
verità, il vescovo Bonafede, 1 cui un angelo pietoso, con gesto animato, a braccia protese,
mostra la Madonna svenuta. È datato 1531.

1 Nicolò Buonafede, il committente del quadro, fu
vescovo di Chiusi dal 1504 al 1534, e nel 1520 vicele-
gato della Marca d'Ancona, dopo esserne stato oltre

18 anni vicario apostolico. (Vedi avv. Pietro Gianuizzi:
Lorenzo Lotto e le sue opere nelle Marche, nella Nuora
Rivista Miseria, fase. 5-6, anno 1894).
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