Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 2.1896

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IL PALLIO 0 TRITTICO MARMOREO DI YIGHIGNOLO

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Il Solari stesso, incaricato esclusivamente del lavoro come scultore ufficiale,1 fin dal 1495,
della casa ducale Sforzesca dopo ]a morte del suo predecessore Antonio Mantegazza, lasciò
Milano in seguito agli avvenimenti guerreschi della venuta dei Francesi con Luigi XII, e
recatosi a Roma mutò carattere e indirizzo all'arte sua, come lo provano le statue da lui
compiute posteriormente in Milano, nelle quali appare evidente l'imitazione michelangiolesca.

Nessuna notizia positiva abbiamo circa la forma e disposizione della sepoltura della
salma di Beatrice ordinata dal duca Lodovico, all'infuori di una lettera di sollecitazione
dei lavori in corso fatta dal duca stesso a Marchesino Stanga, del penultimo giorno di giugno
del 1497, e di un breve cenno del Vasari; 2 il Verri e il Corio aggiungono solo che il
monumento costò ben 15,000 scudi d'oro, compresavi però, al dir del Corio, la relativa
cappella.3 Ciò che appar certo si è che il duca Lodovico intendeva essere effigiato e (come
da testamento da lui predisposto) riposare, anzi, dopo morto, accanto alla perduta sposa; e,
infatti, condotta à termine pienamente è la di lui statua marmorea col manto ducale e lo
scettro fra mani, mentre i di lui resti andarono dispersi, come sappiamo, nel castello di
Loches in Francia, ove moriva il 27 maggio 1508.

Dalla lettera menzionata del 1497 veniamo informati che, oltre la sepoltura, che il duca
desiderava fosse condotta a fine non appena ultimato l'avello e tutta in un tempo, voleva
vi fosse fatto anche un altare, lo che riesce facilmente spiegabile quando si consideri il
numero stragrande di messe e preci funebri che Lodovico ordinò venissero recitate nella
chiesa di Santa Maria delle Grazie in suffragio della compianta consorte. Una messa per
l'anima della duchessa ordinò il duca fosse detta in ogni giorno di martedì, e regalò alla
chiesa e al convento, all'uopo, ricchi paramenti e servizi d'altare.

A questi dati, a vero dire poco concludenti, per conoscere quale fosse la sepoltura di
Beatrice eretta dal Solari, vengono ad aggiungersi fortunatamente brevi notizie di un testimone
oculare che vide nel 1515 il disperso monumento, e ne lasciò notizia in un diario pubblicato
a Parigi nel 1525. E questi Pasquier Le Moyne, il quale, nella sua qualità di portier ordinaire
di Francesco I, descrive succintamente le cose principali da lui vedute in Italia, e fra di
esse la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Milano ch'egli dice: La plus belle et singulière
église de toutes les autres églises de Milan.

Ora, il Pasquier nota, per l'appunto, fra le varie curiosità di questa chiesa, la tomba
di Beatrice, così descrivendola: La sépulture de Beatrix, femme du More, est enlevée eri haut
très richement, et dessoubz près terre notre Seigneur en tombeau. 4

1 Secondo il Perkins, il Solari, pur dirigendo egli fatti ad un sarcofago suntuoso; ma il non esservi ri-
solo i lavori, si fece sussidiare da cinque scultori della masti di esso che le due statue e il pallio dell'altare,
Fabbrica del Duomo, e cioè da: Ambrogio Ghisolfo, lascia supporre, con qualche fondamento, che il mausoleo
Leontino Ferrari, Biagio da Vairone, Giuliano Pasifìco non fosse stato condotto a fine, come parrebbe dimo-
e Benedetto Dell'Onago. strarlo altresì l'incompiuta lavorazione della statua di

2 II Vasari, parlando delle due statue di Lodovico Beatrice.

il Moro e di Beatrice d'Este, ch'egli dice condotte con Aggiungasi che, mentre ci pervennero le epigrafi delle

molta pulitezza, accenna com'esse dovevano essere (e altre tombe Sforzesche della chiesa delle Grazie, niuna

non già fossero) poste sopra un sepolcro di mano di traccia rimane di quelle che il duca stesso, nella già

Giovan Jacopo Della Porta, scultore ed architetto del menzionata lettera a Marchesino Stanga del 1497, gli

Duomo. aveva ordinato « fossero fatte in marmo negro al li ri-

Di questa notizia nulla affatto trapela nella lettera tratti della cappella», e che evidentemente non vennero

citata di Lodovico Maria Sforza a Marchesino Stanga, mai compiute.

in cui l'incaricato della sepoltura e dell'altare in me- 3 Nella lettera del duca Lodovico Sforza, del 4 di-
moria di Beatrice risulta esclusivamente Cristoforo So- cembre 1497, l'abside delle Grazie, ove doveva sorgere
lari detto il Gobbo. il monumento funerario alla duchessa Beatrice, viene

Il numero dei pezzi di marmo (undici) acquistati a chiamato la cappella maggiore del tempio.

Venezia, ove erano evidentemente pervenuti, per via 4 Veggasi l'articolo dell'ingegnere Beltrami, nel fa-

di mare, da Carrara e Serravezza, e che il Solari ebbe scicolo lì, 1890, Archivio storico lombardo, dal titolo :

poi dai frati della Certosa di Pavia, accennerebbe in- « Notizie sconosciute intorno alle città di Milano e Pavia ».
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