Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 2.1896

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RECENSIONI

Gustavo Uzielli. Ricerche intorno a Leonardo da Vinci,

ser. T, voi. I, ediz. 2a. Torino, Loeseher, 1896.

La seconda delle ricerche intitolata : Leonardo

da Vinci e la sua famiglia, è cresciuta talmente

di mole, che se l'autore avesse sviluppata un poco

più la parte che riguarda il primo trentennio della

vita dell'artista e la sua educazione artistica e scien-

.

tifica, essa potrebbe dirsi una vera storia di Leo-
nardo da Yinci.

La giovinezza è senza dubbio il periodo più oscuro
nella vita di tutti i grandi uomini, ma appunto per
questa ragione e perchè iti quell'età si formano le
idee e i concetti che nel rimanente della vita si
svolgono e si modificano, è l'età che più si racco-
manda alle ricerche dei critici.

L'A. è tanto laconico intorno a questo periodo,
che non commenta in alcuna guisa le parole del-
l'anonimo del Milanesi, che lasciò scritto di Leo-
nardo: « Stette da giovane col magnifico Lorenzo
dei Medici, et dandoli provvisione per se il faceva
lavorare nel giardino di piazza S. Marco».1

Il lettore che trova questa notizia nuda e cruda
come l'abbiam riferita, è tentato di supporre che
Leonardo fosse adibito dal Magnifico in qualità di
giardiniere o riattatore dei lavori del giardino.

Invece Giorgio Yasari dà le più ampie notizie
intorno a questo giardino di piazza S. Marco, ove
era una vera scuola od accademia di belle arti. In-
fatti, nella Vifa di Michelangelo egli scrive, che
essendosi rinvenuti in quel giardino molti antichi
oggetti d'arte, Lorenzo ne avea formato un museo
di cui avea affidata la direzione al vecchio Bertoldo,
discepolo del Donatello adibendolo « non tanto per
custode o guardiano delle belle anticaglie, che in
quello aveva ragunate e raccolte con grande spesa,
quanto perchè, desiderando egli sommamente di
creare una scuola di pittori e scultori eccellenti,

1 Uzielli, pag. 48.

Archivio Storico dell' Arte, serie 2K. anno II, fase. VI.

voleva che essi avessero per guida e per capo il
sopradetto Bertoldo; ed ancora che ei fusse sì vec-
chio, che non potesse più operare, era nientodimanco
maestro molto pratico e molto reputato».1

Pare che quella scuola avesse per principal obiet-
tivo la scultura. Infatti, il Arasari prosegue: « Dolen-
dosi adunque Lorenzo, che amor grandissimo por-
tava alla pittura ed alla scultura, che nei suoi tempi
non si trovassero scultori celebrati e nobili, come
si trovavano molti pittori di grandissimo pregio e
fama, deliberò, come io dissi, di fare una scuola».2
Questo ci porta a credere, contrariamente a
quanto si è ritenuto fin oggi, che Leonardo nell'età
giovanile fosse adoperato dal Magnifico piincipal-
mente come scultore.

Il giardino di piazza S. Marco era stato addirit-
tura riempito d'antiche e buone sculture, « e la
loggia, i viali e quasi tutte le stanze erano adorne
di buone figure antiche di marmo, di pitture e di
altre cosiffatte cose di mano dei migliori maestri
che mai fossero stati in Italia e fuori. Le quali
tutte cose, oltre al magnifico ornamento che face-
vano a quel giardino, erano come una scuola od
accademia ai giovanetti pittori e scultori ed a tutti
gli altri che attendevano al disegno ».3

Una circostanza di cui Leonardo non dovè es-
sere troppo contento, fu certamente la preferenza
che si dava in quella scuola ai giovani nati di fa-
miglie nobili, « perchè Lorenzo teneva per fermo
che quelli che nascono di sangue nobile possano
più agevolmente in ogni cosa venire a perfezione
e più presto che non fanno le genti basse, nelle
quali comunemente non si veggono quei concetti
nè quel maraviglioso ingegno che nei chiari di
sangue si vede ».4

1 Vasari, Vita di Michelangelo.
a Yasari, ivi. Vedi inoltre Vita del Rustici.
3 Vasari, Vita di Torrigiano Torrigiani.
i Vasari, ivi.

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