De Rossi, Giovanni Battista
La Roma sotterranea cristiana (Band 3, Text) — Rom, 1877

Page: 700
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Quale metodo tecnico adoperarono i fossori per dirigere f escavazione
del labirinto dei cimiteri suburbani.

• Ampiamente ha ragionato il mio fratello intorno alla organizzazione del corpo
dei fossori e ne ha mostrato l'importanza non solo per il grado, che occuparono
nel clero, ma eziandio per le molte incombenze loro attribuite in ogni maniera
di opere servili e tecniche necessarie all' amministrazione dei cimiteri (vedi so-
pra pag. 533 e segg.). Erano fossori non solamente coloro, che compivano il pietoso
ufficio di dar sepoltura ai defonti, ma eziandio gli artefici tutti, che operavano
tanto nell' ordine elevato di direttori, quanto nell' inferiore di manovali. Gli stessi
pittori e scultori appartenevano forse alla classe dei fossori ; il loro capo era senza
dubbio un mensor. che noi diremmo ingegnere.

Cotesta importanza organica del corpo dei fossori corrisponde pienamente alla
grandezza dell'opera principale da loro prodotta; che ho più volte chiamata spet-
tacoloso monumento dell' arte e della potenza della primitiva società cristiana. Le
vaste reti delle cristiane necropoli cimiteriali romane sono in sé medesime, e in-
dipendentemente da quanto contengono, un monumento gigantesco, degno sog-
getto di studii molteplici.

Nei precedenti volumi ho potuto dimostrare quanti e quanto importanti dati
si sieno potuti raccogliere dalla sola analisi della escavazione cimiteriale. Laonde
sarà di molto interesse in questa appendice il considerare non analiticamente il
lavoro nelle singole sue forme e nella cronologia delle singole parti, ma comples-
sivamente la tecnica di tutta questa opera; ossia prendere di mira il corpo dei
fossori nell' esercizio della loro missione principale ; colla quale trattazione tecnica
veramente sarà completato l'esame di quanto concerne il collegio degli artefici
della Roma sotterranea sopra svolto nel testo archeologico.

Per cominciare regolarmente cotesto esame, dovrei raccogliere tutti i dati che
nelle antiche memorie scritte, scolpite o dipinte possiamo rinvenire relative al-
l'opera fossoria. Ma grande ne è la penuria : e non ci offrono elementi abbastanza
chiari. Nulla dicono le memorie scritte, che si riferisca alla direzione tecnica del-
l'opera fossoria; le pitture rappresentano generalmente il fossore scavatore intento
a rompere la viva roccia, nel quale atteggiamento nulla v' è che dichiari i punti
della presente ricerca. Solo si presterebbero ad analisi gli istrumenti, che vediamo
effigiati sui sepolcri dei fossori. Ma anche questi sono scarsi e rari. La più com-
pleta seria di strumenti si vede attorno alla figura del fossore Diogene nella pit-
tura, che lo rappresenta nell' atto forse di scendere al sotterraneo (vedi sopra pa-
gina 839). Quegli istrumenti sono piccone, accetta, mazzuolo, scalpelli, compasso
ed un ferro (tale lo mostra il colore e 1' aspetto della pittura originale da me at-
tentamente esaminata) in forma, che pare quasi di lancia.

Come ognuno vede tutti questi arnesi sono comuni all'arte muraria ed alla scultoria:
solo quello slromento di difficile interpretazione simile quasi ad una lancia, essendo
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