Vitruvius; Galiani, Berardo [Transl.]
L' Architettura Di M. Vitruvio Pollione — Napoli, 1758 [Cicognara, 733]

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LIBRO

V.

215

c delle mura. Si tiri poi su il muro con pietre lavorate , incatenate-—”
quanto più a lungo si può , per tenere le pietre di mezzo ben colle-
gate con quelle catene : la parte interna fra i muri si può riempire o
di calcinaccio, o di fabbricare in quello modo vi si potrà alzar sopra
fin anche una torre.
Compito tutto ciò, la regola degli arsenali è, che abbiano a ri-
guardare lòpra tutto il settentrione ; perchè s aspetto di mezzogior-
no genera per lo caldo tarli, tignuole , vermi, ed altre specie d’ani-
maletti nocivi , e vi si nutriscono, e mantengono : in quelle sì fatte
fabbriche si deve sfuggire il legname per lo pericolo degsincendj. La
grandezza non si può precisamente determinare , balla farla a misura
delle maggiori navi, acciocché se occorrelse tirarle a terra, vi abbia-
no una comoda situazione.
In quello libro ho trattato della maniera di situare , e rendere
perfette quelle cose , che mi ho potuto ricordare elsere nelle città
necelsarie per uso de’ pubblici luoghi . Nel seguente libro parlerò de’ ,
comodi, e delle simmetrie degli edificj privati.

FINE DEL LIBRO QUINTO.
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