Vitruvius; Galiani, Berardo [Transl.]
L' Architettura Di M. Vitruvio Pollione — Napoli, 1758 [Cicognara, 733]

Page: o
DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/vitruvius1758/0534
License: Public Domain Mark Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
LIBRO X.

443

altre , che non se ne può far modelli , ma che tanto possono ese- xg-
guirsi '■ ed altre finalmente , che sembrano verisimili ne’ modelli , ma
poi volendosi trasportare in grande, svaniscono, come si può da que-
llo ricavare . Si fa col succhiello un buco di mezzo dito , di un di-
to , e fino a un dito e mezzo : ma se si volesse per la stessa ragione
fare di un palmo , non è possibile , di mezzo piede poi , o maggio-
re non è affatto nemmeno da pensarsi : così del pari quel, che si vede
fatto in modelli piccoli , non è difficile farsi anche in una grandezza
mediocre , ma non si può però conseguire lo stesso in grandezza mag-
giore . Quando si avvidero d’ essere slati così ingannati i Rodiotti, i
quali avevano fatto vergognoso torto à Diogneto, e videro il nemico
pertinacemente accodarli, e la macchina preparata per assalire la cit-
tà, temendo il pericolo della schiavitù, e il prosilino eccidio de’cit-
tadini , si profilarono a piè di Diogneto, pregandolo di dar soccorso
alla patria. Questi al principio ricusò di farlo : ma dopo che si por-
tarono a pregarlo le innocenti donzelle , e i ragazzi co’ sacerdoti , si
obbligò , ma col patto che fosse fiata sua , se mai la prendea , la
macchina.

Ciò flabilito , in quella parte , onde doveva accollare la mac-
china, fece un buco nel muro, e ordinò, che tanto il pubblico, quan-
to i privati andassero per quel buco a gettare di là dal muro per mez-
zo de’ canali fattivi, quanto avevano d’acqua , sterco , e fango . Essen-
do dunque per tutta la notte fiata ivi gettata gran quantità d’acqua,
di fango, e di sterco, il dì seguente accostandosi l’elepoli, prima che
si avvicinasse al muro , spinta dentro 1’ umida voragine v’incagliò, nè
potè più avanzarli, nè ritirarsi 1 : quindi Demetrio , che si vide ingan- i
nato dal sapere di Diogneto, partì colla sua armata. E i Rodiotti li-
berati dalla guerra coll’ astuzia di Diogneto , gli rendettero pubbliche
grazie, e lo gratificarono di tutti gli onori , ed ornamenti : Diogneto
trasportò dentro la città la elepoli, la situò in pubblico , e vi scrisie.
Diogneto fa al popolo un dono di quefto bottino . Da ciò si vede , che per
la difesa non servono tanto le macchine, quanto il sapere.
Lo stesio avvenne in Chio, ove avendo gl’ inimici ammanite sili-
le navi le macchine delle sambuche2, di notte i Chii gettarono in ma- z

dasse

CM

savanc
tezza :

manivan
d’una c

am-
nuro
{ca-

pere iò ]
in mode

re avanti il muro terra, arena, e pietre : quindi avendo quelli voluto
il dì seguente accofiarsi, si arrenarono le navi sopra que’ banchi, che
erano

nè più accostarsi al muro, nè ritirarsi:
chi3, ed incendiate. i
.pollonia era assediata, e i nemici pen-
etrare inavvedutamente dentro la for-
ploratori avvisato agli Apolloniesi, sbi-
gottiti
la alzata formava colle funi una figura simile
allo {frumento musicale, detto Sambuca .
(3) Malleoli velut sagitt<e suni, & ubi adha-
serini , quia av dentei suni , universa conssagrami .
Veg. cap. 18. lib. ni.
K k k 2

O
o
loading ...