Vitruvius; Galiani, Berardo [Transl.]
L' Architettura Di M. Vitruvio Pollione — Napoli, 1758 [Cicognara, 733]

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VII.

M* VITRUVIO POLLIONE







ritato d essere , nominati appressb fra le storie
di Creso , d’ Alessandro , e di Dario . Secon-
dariamente si vedrà poco dopo castigato Zoilo
soprannomato il ssagello d’ Òmero per averne
detto male , non altrimente che si castighereb-
be oggi , chi ardisse porre bocca a criticare



bbero gli antichi il savio , ed utile costume di tra-
mandare a’ polleri i loro pensamenti per mezzo di
serirti , acciocché non solo non perissero , ma anzi
crescendo Tempre più col registrarsi in volumi , si
giungesse così di grado in grado col tempo alla ul-
tima perfezione del Papere . Non mediocri dunque,
ma infinite obbligazioni si debbono avere a costoro,
perchè non hanno con invidioso silenzio traseurato,
ma tutto al contrario proccurato cogli scritti di tramandare la memo-
ria de’loro sentimenti di ogni genere; che se non avessero così fatto,
non avremmo potuto Papere quello, che avvenne in Tropi1: non le o-i
pinioni di Talete , Democrito, Anassagora, Senofane, e di altri tìsici in-
torno alla natura delle colè : non le regole per ben vivere, che preserii^
sero Socrate, Platone, Aristotile , Zenone, Epicuro, ed altri limili filo-
soli2: neppure quali colè, e come le avelsero operate e Creso, e Aletì 2
sandro, e Dario, ed altri Re sarebbero note, se gli antichi non avesse-
ro raccolti i precetti, e col mezzo degli scritti tramandatane la memo-
ria a posteri. Quindi siccome si ha obbligazione a costoro, così meri-
tano all’ incontro biasimo quelli, i quali rubando gli scritti altrui gli
spacciano per proprj : niente meno che coloro, i quali si servono non
de’veri pensieri degli scrittori, e si gloriano di violarli, non solo me-
ritano riprensione, ma pena ancora per essere empiamente vivuti.
Quelle cose per altro si ha notizia, che fussero siate esattamente pu-
nite dagli antichi : anzi non istimo fuor di proposito rapportare, come è
fiato rappresentato a noi un esempio dell’ esito di alcuni di quelli giudizj.
Avendo i Re A ftalici, allettati dal gran piacere della filologia, eretta
una eccellente biblioteca pubblica in Pergamo, una limile e per Io stesso
fine con non minore studio ne raccolse in Alessandria nel medesimo tem-
po
e porre in ridicolo qualche cosa della nostra
Sacrosanta Religione.
(2.) Al cap. 1. lib. I. ( face. 6. e 7. e nor- 3- )
chiama specialmente Fisiologia quella parte del-
la Filosofia , che tratta delle cose naturali , e
Filosofia propriamente la Morale.




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