Bullettino archeologico Napoletano — N.S.8.1860

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.

NUOVA SERIE

TV.0 178. (2. dell'anno Vili.) Febbraio 1860.

Sialuelta di Minerva in Atene. Lettera del eh. signor Cav. Rakgaiìè all' Editore del Ballettino. — Nuove
iscrizioni della flotta Miseriate. — Bibliografia.

Statuetta di Minerva in Alene. Lettera del eh. signor
Cav. Rangabé all' Editore del Ballettino.

Signore

Se per lungo tempo sono stalo nella impossibilità di
darvi, siccome vi aveva promesso , notizie archeolo-
giche della Grecia, vengo ora ad adempire, comuni-
candovi un monumento, che mi sembra di prima im-
portanza. È questo una statuetta di circa 0m,42 di al-
tezza, che fu trovala, qualche mese fa in una strada
che si tracciava al disotto dello Pnyx.Es^iì eccitò l'at-
tenzione mia e quella del defunto Carlo Lenormant,
quando visitammo insieme la collezione conservata
nel tempio di Teseo. Essa è grossolanamente lavora-
la, e sembra non essere stata mai terminata. Ma non
ci riuscì diffìcile di riconoscere ch'ò la sola rappre-
sentazione fedele della grande statua Fidiaca del Par-
tenone. Ecco i principali lesti che si riportano alla
forma di quel capo d'opera dell'arte antica.

Massimo Tirio (XIV) dice che Fidia ha rappresen-
tata la dea degna in lutto della descrizione di Omero.
Con queste parole fa evidentemente allusione al bel
passaggio della Iliade ( lib. V, v. 736), ove il poeta
dipinge Minerva al momento in cui si riveste delle sue
armi. Egli dice : « È una bella e maestosa vergine
« cogli occhi azzurri, la quale, coverta della sua egi-
« da, colla testa adorna del suo elmo, porla dritta la
« lancia, e lo scudo poggiato al suolo ».

Pausania (I, 24) dice ch'ella era in piedi, vestita
di una lunga tunica, che le discendeva insino a' pie-
di, e che aveva sul petto una testa di Medusa di avo-
rio. Ella portava un elmo ornato di una sfinge e di
grifi. Essa teneva un'asta, presso la quale era un ser-
pere, ed il suo scudo poggiava a'suoi piedi. Aveva

ANHO Vili.

eziandio ( probabilmente nella mano) una Vittoria di
quattro cubili: yju ai x%rà. nrh ct/jvov r\ xc^%\\ t7}^
Mi^oucr^... x.%} ìsixr\ ts i'rrov 'nijffapm' kyìxwy. Sul
suo piedestallo era scolpita la nascita di Pandora.

Plutarco [de Lsid. et Osir. 76 ) conferma che Fi-
dia aveva rappresentato un serpente allato alla statua.

Secondo Plinio (XXXVI, 5 ), la statua, alta ben
36 cubiti, aveva uno scudo ornato di scolture. Quelle
del lato convesso rappresentavano la pugna delle A-
mazzoni, quelle dell'interno, o del lato concavo, la
battaglia degli dei e de' giganti. Su' sandali della dea
Fidia aveva scolpito il combaHimenìo de' Centauri e
de' Lnpili, e sullo zoccolo della statua la nascila di
Pandora. Vi si vedevano venli figure di dei [nascen-
tis per nascenles), fra le quali una Vittoria era della
più grande bellezza. Si ammirava altresì il serpente,
ch'era ravviluppato al disotto dell' asta.

Secondo Platone ( Hipp. Maj. p. 290), gli occhi
azzurri della dea erano falli di pietre preziose, come
Io erano senza dubbio aDche quelli della testa di Mi-
nerva del museo britannico ( anc. marbles of the br.
Mas. I, 16 ), le cui orbile sono cave.

Noi sappiamo infine da una iscrizione (Boeckh, C.
I. n. 153, 1. 19-21 ; Rangabé ant. Hellén. voi. II,
n. 825, 1. 5-7), che la Vittoria era di fatti poggiata
nella mano della statua, e ch'essa teneva una corona
di cui faceva senza dubbio offerta a Minerva: %tcq rov

to5. Veggasi pure Arriano ( Aictrp. s. Il, 8).

La statuetta, di cui vi mando alcune immagini fo-
tografiche sotto quattro aspetti differenti (vedi la tav.
IV), conferma queste particolarità e le compie. Essa
è vestita di una tunica, che discende fino a ferra , e
che non lascia a nudo che i piedi e le braccia. Questo

vestimento è a doppia piega, e stretto alla vita da una

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