Bullettino archeologico Napoletano — N.S.8.1860

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.

NUOVA SERIE
TV* 185. (U dell'anno Vili.) Giugno 1860

Brevi osservazioni sopra un frammento del museo di Napoli — Osservazioni sopra alcune monete

che credonsi dell' antica Gnalia.

Brevi osservazioni sopra un frammento del
Museo di Napoli.

Nel nostro Museo e propriamente nel cortile sco-
perto a destra entrando del pian terreno è un fram-
mento di statua in marmo greco, segnato col n. 378.

Rappresenta esso la testa e parte del busto di un
uomo barbato in doloroso atteggiamento, che sol-
leva il destro braccio sul capo. Sarà utile presen-
tare una minuta descrizione dello slato del marmo,
perchè sieno meglio intese le poche osservazioni,
che seguono. La parte posteriore della testa è so-
lamente abbozzala : ed in seguito vedesi il marmo
irregolarmente tagliato, presentando una grezza con-
tinuazione, sulla quale son pure visibili alcuni colpi
di scalpello per Io spazio di circa un palmo. Que-
sta ultima circostanza dimostra che l'artista pre-
paratisi a lavorare l'enorme colosso, e che l'opera
rimase incompiuta: o piuttosto che il monumento era
destinato a vedersi dalla sola parte anteriore, e per-
ciò fu lasciato grezzo ed imperfetto. I capelli manca-
no del finito, abbenchè sieno artisticamente disposti;
ma forse ciò è dovuto a sapere anzi die a trascu-
ratezza, avuto riguardo alla grandezza dell' intero
marmo, che veduto da lungi mostravasi men grosso-
lano, acquistando le parti quella fusione di linee, che
da vicino non apparisce. Nella parte anteriore manca
la porzione inferiore della fronte co'sopraccìgli, il
naso ed i contorni delle labbra, non che la estremità
della folla barba, e parte della laterale capellatura.
Cinque regolari buchi, tra la fronte ed il naso, dimo-
strano che si vollero aggiunger di restauro le parti
mancanti. Altri cinque regolari buchi sono destinati

al restauro della barba: ed è notabile che in uno di
Anno yiii.

essi vedesi ancora una porzione del metallo, ohe ser-
vì all'uopo. Sicché o non ancora erano le restaura-
zioni eseguite; o piuttosto caddero le parti aggiunte,
lasciando 1' opera così mutilala. Questa circostanza
de'restauri, messa in confronto con l'altra del lavoro
grezzo della parte posteriore, conferma la congettura
che il gruppo o la statua, a cui appartenne il nostro
frammento, fu lavoralo in modo che la sola parie
d' avanti fosse visibile, forse perchè doveva collocarsi
in qualche silo circolare ed in vicinanza della curva
parete.

La lesta, di cui ragioniamo, non fu ignota al Win-
ckelmann, il quale ne parlò nella sua Storia dell'arie.

Dopo aver favellalo di alcuni colossali frammenti
(piedi e serpenti) che altribuivansi ad un altro gruppo
del Laocoonte, il dotto Brandeburghese viene a di-
scorrere della testa in parola. Egli annunzia che fu
trovata sotto le rovine di una casa presso il palazzo
Farnese una testa assai guasta di grandezza maggiore
della naturale, nella quale si osserva qualche somiglian-
za colla lesta del Laocoonte, e che forse faceva un in-
sieme coi piedi e co' serpenti sopraccennati. Presente-
mente questa lesta guasta, unitamente agli altri fram-
menti ritrovali, è stata trasportata a Napoli ( Storia
lib.X, 1 g. 13: Winckelmann's Werke tom. 1 p. 412
413 1. c. §. 17 ). Nota ivi il Meyer che non si era
più parlato di questa testa, e dubita quasi della sua
esistenza. Non voglio qui omettere di osservare che
gli altri frammenti, de'quali ricorda il Winckelmann,
non trovansi nel nostro Museo e son forse da ritenere
di moderno lavoro; essendo una vera ipotesi che si ri-
ferissero alla lesta farnesiana.

Il mio defunto amico G. Abeken fu forse il primo
a richiamar di nuovo l'attenzione degli archeologi sul

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