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Pernier, Luigi; Banti, Luisa
Guida degli scavi italiani in Creta — Rom, 1947

DOI Page / Citation link: 
https://doi.org/10.11588/diglit.7517#0018
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GORTINA

Si esce da Candia per la porta di Canea, dove, a destra e a sinistra, si
vedono ancora le antiche fortificazioni veneziane. La strada traversa il fiume
Giòfìro ed il Geropotamòs e volge a sud per una valle ridente e fertile. A
sinistra si profila all'orizzonte il Monte Jùkta, gigantesca maschera di vecchio
addormentato, che ha dato origine alla leggenda della tomba del Giove
Cretese. Incomincia la salita attraverso un territorio mirabilmente coltivato a
viti ed olivi. A m. 700 di altezza si raggiunge il punto più alto della strada,
Haghìa Varvara, grazioso paesetto conosciuto in Creta e fuori come luogo
di villeggiatura. Poco prima si scorge a destra Priniàs, dominata dal baluardo
roccioso della Patèla, che sorveglia, e sorvegliò fin dall'antichità, il valico
tra la Creta settentrionale e la Messarà: il paesaggio è rude e selvaggio
con pochi alberi contorti, le rocce cadono ripide ed aguzze. La via discende
rapidamente ad ampie curve verso la pianura: a destra si scorge un istante
il Mare Libico, scintillante sotto il sole, e l'isolotto di Paximàdi. All'uscita
di una gola selvaggia la strada sbocca nell'ampia e ridente pianura della
Messarà. Poco dopo, a 45 chilometri da Candia, si giunge a Hàghii Dèka.

A Gortina, costruita sulla riva destra del Geropcv
tamòs e sulla sinistra del torrente Mitropolianòs, non
risulta, dagli avanzi scoperti, che vi fosse un vero e
proprio centro abitato in età minoica. Secondo Conone
(Hist., 36 P), la città sarebbe stata fondata dagli Achei
di Amicle in Laconia e dai Minii di Lemno ed Imbro,
ma più diffusa a Gortina sembra esser stata la tradii
zione riferita da Pausania (Vili, 53, 45), per cui la
fondazione della città sarebbe dovuta a Gortys, tegeate.
Fu città importante fin dall'epoca ellenica arcaica, come
testimoniano le iscrizioni, di cui alcune risalgono fino
al VII secolo a. C.; spesso distrutta e ricostruita a
causa dei terremoti che funestarono l'isola, sembra aver
sostituito Festòs nel dominio della Messarà. Fu alter'
nativamente in lotta contro altre città dell'isola, special/
mente contro Cnossòs, o loro alleata. Nel 189 a. C. vi
si rifugiò Annibale dopo la sconfitta di Antioco. Con
la conquista romana divenne la città principale del'
l'isola, importante soprattutto come deposito dei grani
della Messarà, e nel riordinamento augusteo fu la capi'
tale della provincia di Creta e Cirene. Sotto Costali'
tino, staccata Creta dalla Cirenaica, rimase ancora
 
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