Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 2.1878

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MUSAICO DI ACQUI

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blicarlo nell'opera che tratta dei frammenti del musaico in
S. Gereone a Colonia e di altri frammenti di musaici ita-
liani (1). Una fuggevole notizia ne diede anche il Didron (2).

Abbiamo sotto gli occhi due distinti musaici, che ap-
partengono ad epoche tra loro lontane: i frammenti n. 3 a
7 (Tav. Ili), come accenna l'inscrizione, sono opera dell'un-
decimo secolo, mentre i numeri 1 e 2 (Tav. II e III) risalgono
ad età più antica, sia pel soggetto che rappresentano, sia pel
disegno, sia per la maniera con cui vennero condotti. Sono
concordi il Vico ed il Promis nell'assegnare a questi ultimi
la fine del secondo secolo; ma il Promis consentirebbe por-
tarli sino ai primi del terzo secolo, e pel Vico farebbero pre-
sentire l'età dell'imperatore Adriano, quando s'introdusse
in Roma la imitazione del vetusto stile. Non escludo che si
abbiano a ricondurre sin oltre la metà del secolo terzo.

La differenza della età nei due musaici ci si rivela an-
che da una opportunissima osservazione fatta dal cav. Vico;
ed è, che il mastice che unisce le tesselle è assai più com-
patto e tenace nei due frammenti più antichi, di quello
che ne' secondi, ne' quali è tanto debole e sottile che nello
smuoverli se ne andavano spostando i dadi alla estremità.
Probabilmente i più antichi avevano appartenuto a qual-
che edificio romano ed erano stati trasportati nel luogo
in cui si rinvennero; imperocché le molte e regolari fen-
diture osservate nell'estrarli e capovolgerli erano assai di-
verse dalle comuni screpolature, cagionate da vizio di
costruzione e dalla poca solidità del mastice.

Nel maggior frammento più antico (Tav. II) apre la scena
a sinistra un uomo che sorregge un vaso con un fiore

(1) Ber Mosaikboden in St. Gereon f u K'òln restaurirt und gejeichnet
von Toni Avenarius nebst den damit verwandten Mosaikboden Italiens,
herausgegeben von Ernest aus 'm Weerth. Bonn 1873 Pg- 18-19,

(2) Annales Archéologiques par Didron aìné, XV 229.
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