Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 2.1878

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I MARMI SCRITTI

DI TORINO E SUBURBIO

DAI BASSI TEMPI ALLA METÀ DEL SECOLO XVIII

Se a raccogliere ed illustrare una parte delle iscrizioni ro-
mane, trovatesi nelle regioni subalpine, più o men bene si
adoprarono ne'tempi addietro, Maccaneo,Pingone, Guichard,
Brizio, mons. Della Chiesa, Guichenon, Giofì'redo, Maffei,
Terraneo, Durandi, Ricolvi, Rivautella, Meiranesio, Levis,
Vernazza ed altri pochi (senza che sia mestieri di prestar
fede alla troppo sospetta raccolta epigrafica del cuneese
Dalmazzo Berardenco, che nessun altro, fuorché il preposto
Meiranesio ebbe la sorte di compulsare), sinché l'opera
proseguita lodevolmente da Costanzo Gazzera, veniva con
magistero d'infallibile critica e con iscelta erudizione con-
dotta a buon compimento dall'illustre Carlo Promis, in
quanto a Torino specialmente ed alla valle di Aosta attiensi,
ed in riguardo al Piemonte in genere, da Teodoro Momm-
sen (i), nulla ancora s'ha di pubblicato in ciò che concerne
i tempi medievali, ed anche moderni.

E mentre nel 1766 Pier Luigi Galletti, romano, abate cas-
sinese dei Ss. Solutore e Cirino nel Senese, e professore di

(1) Inscriptiones Galline Cisalpinae latinae Consilio et auctoritate
Academiae litterarum Regiae Borussicae edidit Theodorus Mommsen.
Pars posterior. Inscriptiones Regionum Italiae undecimae et nonae
comprehendens. Berolini apud Georgium Reimerum mdccclxxvii.
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