Nardi, Luigi
Descrizione antiquario-architettonica con rami dell'Arco di Augusto, Ponte di Tiberio e Tempio Malatestiano di Rimino — Rimino, 1813 [Cicognara, 4053]

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CAPITOLO IX.

Descrizione particolare dei Nicchj 3 e loro misure: Ordine Toscano<,
e suo Sopraornato: Dottrina in proposito degli Architravi.
X Nicchj o Tabernacoli son otto: quattro verso il mare ( Tav. VII
Fig. II), e quattro verso il monte (Tav. X Fig. III). Tutti sono si-
mili : variano solamente nelle misure, e di tal maniera variano, die
non ve ne sono pur due, che con precisione convengano. Così son va-
rj anche i grand' archi, e le pile loro, come dall'1 esposte misure si
può rilevare. Una tal varietà non è altro probabilmente, che un fal-
lo di quelli, i quali eseguirono l'opera. Il passare per cento mani le
pietre, e la lontananza dell'Architetto, son tutte cose, che concorro-
no a produr degli errori. Le misure prese sono tolte per la maggior
parte da uno dei nicchj dirimpetto al mare, cioè dal più vicino all'ar-
co di mezzo, ma verso la città. Quello è il più conservato ; gli al-
tri son così maltrattati , che poco o nulla si distinguono gli ornamen'
ti e le parti loro ( a ).
Nel mezzo di ciascuna pila, sopra l'orizzonte degli archi P.* GtS'tG"'
risalta dalla stessa un gran pezzo di pietra alta P.1 if4'- Questa (Tav.
VIII Fig. VI ) serve di base al tabernacolo, che vi sta sopra, e la
sua lunghezza è P.1 6f6'. Sul!' una e 1' altra parte del tabernacolo vi
sta un pilastro, o sia colonna quadrata, colla bassa , e col suo capi-
tello, il di cui carattere è precisamente Toscano.- Regna sopra i ca-
pitelli un architrave hea. grande, col suo fregio e cornice, ed ergesi
sopra questa un frontespizio.
La larghezza del tabernacolo in luce è P.J 4t6't1"? e ^a ^i lui
altezza, pure in luce, è P.' 7 . Si profonda nella pila oncie nove, cioè
quanto è grossa la colonna ; e questa alla parte esterna risalta dalla
pila circa due oncie. Tutto il fondo del nicchio è composto di grandi

(«) Questi Tabernacoli, o Finestre, come potevano entrarci? A che uso, direbbe
il Milizia ? Non si può negare però che sacciano un bel vedere. Vi fu chi suppose che
potessero essere sfogatoj, i quali in caso di bisogno aperti, e pei medesimi passando
ì' acqua, salvassero il Ponte dai soverchj urti delle più grosse correnti ; in quella gui-
sa appunto che surono fatti quegli occhi che vedonsi al Ponte Sisto di Roma, e che il
celebre Fra Giocondo Veronese nel XVI secolo usò in quell'occhio ingegnoso al Ponte
della Pietra entro Verona sull'Adige : ma osservandosi i marmi di queste nostre fine-
stre sormanti quasi sempre un pezzo intiero la cornice e lo specchio, non può ciò
supporsi. Resta dunque che fossero satti per solo adornamento .
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