Nardi, Luigi
Descrizione antiquario-architettonica con rami dell'Arco di Augusto, Ponte di Tiberio e Tempio Malatestiano di Rimino — Rimino, 1813 [Cicognara, 4053]

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■C A P I T'O L 0 X I I.
Parte interna del Tempio Malatestiano.
i
interno del Tempio anch' esso non è terminato, ed alla prima oc-
chiata non risveglia grand' ammirazione, tanto più che il Coro e V Ab-
side essendo stati fatti con parsimonia poco più di un secolo sa ( a ),
hanno deformato l'interno , nel quale F occhio dell' intendente resta
disgustato, allorché si ferma nel goffo abside, che gli si presenta di
facciata appena entrato.
Il corpo della Chiesa ha una sola navata, ripartita da grandiose
Cappelle, che sono tutte d'un ordine, e tra loro opposte, ed in cia-
scun arco leggesi inciso a grandi caratteri :
SIGISMVNDVS. PANDVLFVS. MALATESTA. PAN. F. FECIT. ANNO. GRAT1AE. MCCCCL.
Gli archi delle Cappelle, e quelli delle finestre delle medesime
sono di un Gotico maestoso: le altre parti delle Cappelle sono un mi-
sto capriccioso di Gotica e Romana Architettura, composta la maggior
parte di scelti marmi, ornata di statue e moltissimi bassi rilievi. Sci-
novi varj ripartimenti di arabeschi, con armi, sestoni, e geroglifici
riccamente dorati nella superficie, e ne'fondi dipinti d'azzurro, quan-
tunque le ingiurie del tempo abbian loro tolta F originaria vivacità .
Le volte delle Cappelle erano colorite di azzurro con stelie ci oro; ma
per essersi alquanto scrostate, anni sono furono sconsigliatamente coper-
te di bianco.
Questo Tempio doveva sare mirabile comparsa, allorché, non alte-
rati dalle ingurie de'tempi, la vivacità de'freschi colori, il lucido dei
marmi, ed il fulgor dell' oro, mirabilmente contribuivano all' armonia
di tutti gli altri ornamenti. Tuttavia chi non si serma alla sola pri-
ma occhiata ha delle superbe cose da ammirare in questo Tempio, le
quali uoi non descriveremo, ma accenneremo soltanto.
E graziosa, x> piiiuosm curiosa, la cancellata di fini marmi che
vedesi in faccia a tutte le Cappelle, con al di sopra dei putti in varj

{a) Cioè nell'anno 1700, dai Religiosi Conventuali, i quali avevano questa
Chiesa. Nel piantare il nuovo Aitar maggiore nel 1809 furono trovate delle sonda-
damenta, le quali servirono sorse a sostenere l'antica maggiore Cappella, che anterio-
re esser doveva ai lavori di Sigismondo, che, come sappiamo, lasciò intatto molto dell'an-
tico di questa antichissima Chiesa, la quale prima appeliavasi S. Maria in Trivio .
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