Panofsky, Erwin <Prof. Dr.>
Hercules am Scheidewege und andere antike Bildstoffe in der neueren Kunst — Leipzig , Berlin, 1930

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Hercules Prodicius

chiostro, nel quäle sia una stanza, che
abbia otto porte, le quali in quella stanza
si rinchiudano tutte et otto. Et questa
stanza n’abbia tre stanze et ciascuna sia
partita in tre altre stanze et in queste
sieno divariati luoghi et stanze, et solo
per un’altra s’esca et vadasi per una via
umpoco aspra, cioe per una scala, la quäle
entri in un'altra stanza, che sia separata
dacqueste. — Dimmi, per che cagione tu
vuogli fare solo una porta et a farla alta
nove braccia. — Egli e il megho, ch'io vi
narri tutta la mia fantasia et poi vi chia-
rirö cosa per cosa la ragione, per che io
la fo in questa forma et nella quäle stanza
si leggerä una scienza et dacquesta s’andrä
in un'altra, nella quäle pure el simile si
farä, et cosi d'una in un'altra per infino
in sette s'andrä et poi, quando saranno
al fine di queste sette stanze, sara una
pianura, dove che sara sette ponti, per li
quali tutti bisognierä passare per andare
poi a uno luogho molto ameno et bello et
dilectevole. Egli e vero, Signiore, quando
feci questa fantasia, per la quäle io ne
cavo questo hedificio acquella similitu-
dine, et ancora a che fine io la feci et a che
proposito, si fü, che, come voi sapete,
due cose contiene nell'uomo, per le
quali s'acquista fama, et comune-
mente per l’una di queste et anche alcuna
volta per tutte et due; ma di quella, della
quäle sa < = sia) la fama perfetta, si e una,
et questa e la virtü, la quäle e quella,
che fa l’huomo felice; benche del vitio
ancora fama se n’acquisti, niente di meno
ell’e fama igniominiosa et captiva et ob-
scura, et quella della virtü e buona et
lucida et chiara et degnia, et questa e quel-
la, come o detto, <che> fa l’huomo et in
questa et nell’altra vita essere felice. Si

altera ad soli planitiem, alte-
ra nouem bracchiis, ut pic-
tura hec ostendit, a soli
equalitate edetur, per quam
quicunque intrauerit, tres
alias recta interius offendet;
mox chortem ingredietur,
ubi portarum octo mansio
inerit, que ibidem obcludan-
tur. Hec autem mansio tres
alias mansiones assequitur,
quarum que que iterum in
tres alias diuiditur; in hiis
uaria sunt loca uarie quoque
mansiones. Demum una
egressum prebeat sane diffi-
dlem arduumque, qui per
scalas in quandam ducat
mansionem ab hishaud longe
seiunctam. — Ad hec cur
nouem bracchiis editam uni-
camque portam aditum pre-
bentem comentaris ? inquit.
— Haud fernere, inquam,
hec omnia ita comentamur.
Ordinem uariarum mansio-
num iccirco comminiscimur,
ut in prima mansione una
scientia, in altera quoque
altera, in tertia etiam tertia
atque demum in septenis
mansionibus septene libera-
les artes rite tradantur. Ad
septenarum exitum mansio-
num planities quedam suc-
cedet late patens, que nisi
septenis pontibus adiri ne-
quit. Ethane [wohl: hinc]
in amenissimum locum iter
erit.

Nam cum aut uirtute
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