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Studia Waweliana
Tom XVIII, 2017
PLISSN 1230-3275

ANDREA DE MARCHI
Pittura devozionale e secolare nellarte italiana
tra xiv e xv secolo: alcuni casi di studio
nella collezione Lanckoroński

Forsę solo nella Vienna della fine delFOttocento e solo
ad opera di un nordico innamorato della cultura
mediterranea poteva venire raccolta una collezione
cosi piena di carattere, enciclopedicamente aperta alle
iconografie piu curiose e ai temperamenti artistici piu
diversi, come quella del conte polacco Karol Antoni
Leon Ludwik Lanckoroński (1848-1933), approdata nel
1994 al castello del Wawel a Kraków grazie alla genero-
sita e alla lungimiranza della figlia Karolina (1898-2002),
che a Vienna aveva studiato storia dellarte eon Max
Dvofak e Julius von Schlosser1. Essa offre uno spacca-
to assai vario e rappresentativo della pittura italiana
fra Tre e Quattrocento, spaziando in scuole regionali
diverse. Colpisce particolarmente 1’attrazione verso le
specificita sia della pittura devozionale individuale, Die
Andachtsbilder, sia della pittura a soggetto profano e mi-
tologico, di ambito domestico. Un simile atteggiamento,
da vero intenditore e di notevole respiro storico, puó far
ricordare ad esempio la collezione raccolta dalfinglese
Herbert Percy Horne (1864-1916), grandę studioso di
Botticelli e della pittura italiana fra Tre e Quattrocen-
to, nel palazzo Corsi a Firenze, ora Museo Horne, fra
primo e secondo decennio del Novecento.

In questa relazione vorrei commentare alcune opere
che si distinguono per particolarita iconografiche e ti-
pologiche, cercando di intuire in questo modo le ragioni
di interesse, al di la delle soggettive predilezioni di gusto,
che possono aver motivato la loro acquisizione. Selezio-
neró in prevalenza dipinti che appartengono a queste due
categorie, quelle della pittura devozionale e domestica
secolare. Un genere di oggetti owero destinato ad una
fruizione rawicinata ed individuale.
Sano di Piętro e un pittore senese che si formo allbmbra
di Sassetta, parti molto bene e poi scese di livello, visse
a lungo ed ebbe una produzione vastissima, spesso ste-
reotipa, di un sentimentalismo dolciastro quasi infantile.
II volto di Cristo coronato di spine (fig. i)2, invece, e unico
nel suo genere. La cornice e rifatta, ma il taglio e quello
originale: volutamente reseca il nimbo in alto e le mani
incrociate sul petto, per awicinare maggiormente il volto
lacrimante, contro il fondo scuro, eon le labbra dolorosa-
mente schiuse e i copiosi rivoli di sangue che scendono fin
sul collo. E un tipo di immagine allora nuovissima. Non
piu \'Imago pietatis di carattere in fondo simbolico, pro-
postada Sano di Piętro in variepredelle, maunimmagine
emozionale e coinvolgente, che estrapola la figura di Cri-

1 Vasta e la bibliografia sulla collezione raccolta dal conte Karol
Lanckoroński. Si rimanda agli studi raccolti in ąuesto stesso volume
e almeno a: K. Kuczman, The Lanckoroński Collection in the Wawel
Royal Castle, fha s.n., 1, 1995, pp. 135-144; J. Miziołek, The Lancko-
roński Collection in Poland, „Antichita viva”, 34, 1995> 3> PP- 27'49;
Idem, The Last of the Lanckorońskis as Benefactors of Polish Culture
and Learning [in:] Art and National Identity in Poland and England,
atti del convegno di Londra (1995) a cura di A. Kwilecka e F. Ames
Lewis, Birbeck 1996, pp. 73-84; Donatorce - IV hołdzie. Katalog
wystawy odnowionych obrazów i rodzinnychpamatek z daru Karoliny

Lanckorońskiej, Kraków 1998; K. Kuczman, Kolekcja włoskich obra-
zów Karola Lanckorońskiego, fha s.n., 4, 1998, pp. 109-124; Idem,
Studiolo Lanckorońskich w Zamku Królewskim na Wawelu, fha s.n.,
5-6,1999-2000, pp. 161-166; Idem, La collezione di dipinti italiani di
Karol Lanckoroński [in:] M. Skubiszewska, K. Kuczman, I dipinti della
collezione Lanckoroński dei secoli xiv-xvi nella collezione del Castello
Reale del Wawel, Cracovia 2011, pp. 15-32.
2 Inv. 7905, cm 42 x 34,9 (sup. dip. 35,1 x 27): cfr. M. Skubiszewska
[in:] M. Skubiszewska, K. Kuczman, op. cit., pp. 203-205, cat. 57.

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