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XVIII.
E seguì poscia, e la disfida espose
Con parole magnifiche, ed altere.
Fremer s'udirò, e si inoltrar sdegnose
Al suo parlar quelle feroci schiere:
E senza indugio il pio Buglioli rispose :
Dura impresa intraprende il cavaliere:
E tolto io creder vuò , che glie ne incresca
Sì, che d'uopo non fia, che'l quinto n'esca.
xix.
Ma venga in prova pur , che d'ogn'oltraggio
Gli offero campo libero e sicuro^
E seco pugnerà senza vantaggio
Alcun de' miei campioni : e cosi giuro.
Tacquej e tornò il Re d'arme al suo viaggio
Per l'orme, ch'ai venir calcate furo:
E non ritenne il frettoloso passo ,
Finché non die risposta al fier Circasso.
xx.
Armati , dice, alto Signor, che tardi?
La disfida accettata hanno i Cristiani :
E d'affrontarli teco i men gagliardi
Mostran delio, non che i guerrier soprani.
E mille i' vidi minacciosi sguardi ?
E mille al ferro apparecchiate mani :
Loco sicuro il Duce a te concede.
Così gli dice j l'arme elso richiede.
XXI.
E se ne cinge intorno, e impaziente
Di scenderne s'affretta alla campagna.
Dilse a Clorinda il Re, ch'era presente:
Giulio non è ch'ei vada, e tu rimagna.
Mille dunque con te di nostra gente
Prendi in sua sicurezza, e l'accompagna $
Ma vada innanzi a giusta pugna ei solo:
Tu lunge alquanto a lui ritien lo stuolo.
XVIII.
E seguì poscia, e la disfida espose
Con parole magnifiche, ed altere.
Fremer s'udirò, e si inoltrar sdegnose
Al suo parlar quelle feroci schiere:
E senza indugio il pio Buglioli rispose :
Dura impresa intraprende il cavaliere:
E tolto io creder vuò , che glie ne incresca
Sì, che d'uopo non fia, che'l quinto n'esca.
xix.
Ma venga in prova pur , che d'ogn'oltraggio
Gli offero campo libero e sicuro^
E seco pugnerà senza vantaggio
Alcun de' miei campioni : e cosi giuro.
Tacquej e tornò il Re d'arme al suo viaggio
Per l'orme, ch'ai venir calcate furo:
E non ritenne il frettoloso passo ,
Finché non die risposta al fier Circasso.
xx.
Armati , dice, alto Signor, che tardi?
La disfida accettata hanno i Cristiani :
E d'affrontarli teco i men gagliardi
Mostran delio, non che i guerrier soprani.
E mille i' vidi minacciosi sguardi ?
E mille al ferro apparecchiate mani :
Loco sicuro il Duce a te concede.
Così gli dice j l'arme elso richiede.
XXI.
E se ne cinge intorno, e impaziente
Di scenderne s'affretta alla campagna.
Dilse a Clorinda il Re, ch'era presente:
Giulio non è ch'ei vada, e tu rimagna.
Mille dunque con te di nostra gente
Prendi in sua sicurezza, e l'accompagna $
Ma vada innanzi a giusta pugna ei solo:
Tu lunge alquanto a lui ritien lo stuolo.