Arco, Karl
Delle arti e degli artefici di Mantova: notizie (Band 1) — Mantova, 1857

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potrà trarrc la ragione del come in quel suo lavoro appariscano molti pregi uniti a grfrn difetti.
Considerando ai monumenti rimasti pare a noi che in tuttc le chiese erette dal secolo undecimo
fmo al declinare del decimo terzo chiaramente rilevisi imposta la espressione corrispondente allo
spirito di un cuito contemplativo, umile, penitente e capace di inspirare negli animi una viva
fede e di innalzare l’ idea all’ allezza del mondo invisibile. Così a tempi del medio evo gli archi-
tetti collo stile archi-acuto da loro usato còlsero pur essi nelle loro chiese la espressione più ac-
concia ai sublimi riti cristiani, e la collegarono a quella di fratellanza e di amore di patria ch’ era
conforme allo spirito generale dcl popolo. Fu allora infatti che si videro in Italia enlro ai tempii
giurarsi le leghe e gli accordi ed appendero le spoglie dei vinti, onde gl’intcressi e la gloria della
nazione così raccomandati alla protezione del cielo acquistarono una nobiltà ed una forza superiori
agli umani negozii e gli animi cittadini si mossero con pari generoso enlusiasmo ed a venerare la
religione e ad amare la patria. Sorto il meriggio della civiltà ltaliana i quattrocenlisti, che imma-
ginarono un sistema d’architettura più consentaneo ai nuovi bisogni ed ai costumi della nazione,
un sistema più studiato, più elegante, più semplice nei suoi principii, più facile nella esecuzione
di quelli che erano stati usati dapprima, sebbene con modi divcrsi riuscirono però sempre nel dare
alle chiese la espressione di raccoglimento devoto. Ma non così fecero eoloro vissuti al secolo de-
cimosesto, dei quali gli uni pcr troppa servililà nell’imitare gli edifieii pagani, gli altri troppo
amanti di novilà e non ispirati da fede, tutti ancho nelle edificazioni cristiane ricercarono la ric-
chezza dei mezzi e non la espressione che doveva esser il fine principale dell’ arte. Ed infatti an-
che il maggior tempio della cristianità edificato a quell’ epoca fu molto lontano da religiosa espres-
sione. Così ancora in Mantova pei precetti e per gii esempii del Pippi già era venuta negli archi-
tetti a degradarsi la spiritualità del pensiero quando il duca Guglielmo Gonzaga comandò al Bcr-
tani di edificare entro la sua reggia una chiesa che valesse a monumento durevole di sua religiosa
devozione e del suo amore alle arti.

II Bertani pertanto immaginò questa chiesa compartita in tre navi, di cui le due laterali più
piccole non mantengono regolari rapporti di proporzione colla mediana e di modo che le grandi
arcate di questa non si collegano in altezza colle altre delle due minori. Nel mezzo della vòlta
costrusse una grandiosa lanterna quadrata da cui si spande una luce importuna nel tempio e pose
questa lanterna al solo fìne di poter erigere daf sottoposto pavimento maestosi catafalchi, sui
quali venissero esposte al suffragio dei credenti le salmc dei principi trapassati. Sopra un
agape elevò il presbilerio al quale si sale per ampia e rotonda gradinata, onde comodamento
ognuno può vederfi le religiose funzioni, a cui assistevano i principi dalle diverse tribune a tal
uopo distribuite nell’ alto ed all’ intorno del presbiterio. L’ ordine col quale decorò dentro e fuori la
chiesa, rna senza purità e senza scelta di forme, si accosta al Toscano, non adatto certamente'alla
magnificenza del luogo. Non ostante i difelti accennati, in questa fabbrica fu còlta assai bene la
difficile espressione d’ un tempio che valesse ai principi ed ai corligiani per assistere ai sacri eser-
cizii del culto. Esleriormente è costrutto nel mezzo un vasto atrio diviso in tre grandi arcate sor-
reggenti il frontone, le quali sono ripetute lunghesso la facciata del tempio e divise da pilastri, uni
nel centro binati nei fianchi con interpostevi nicchie e bugnali. Sopra l’estrema arcata del lato
destro si innalza il campanile tanto lodato da Francesco Milizia e detto dall’ Algarolti il più bcllo
del mondo, diviso in due ordini, e sorreggente un tempietto rotondo composto con forme gentili,
che non armonizzano però colle altre impiegate al disotto. Nella base del campanile si legge-

10. BAPTISTA BERTANVS
ARGHITECTVS EX GVL.

DVGIS MANT. III. SENTENTIA
ET TEMPLVM ET TVRREM
EXTRUXIT MDLXV.

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