Arco, Karl
Delle arti e degli artefici di Mantova: notizie (Band 1) — Mantova, 1857

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II Pozzo caldeggìò ogni cosa che favorisse gli studii; onde il Volta (1) scrisse: » I0 che gli
» fui compagno posso più d’ogni altro rendere giustizia alle incessanti cure di lui per accrescere
» Ie gloric non solo del Museo e della Biblioteca ma della slessa Accadcmia, onorando egli in
» quesli letlerarii stabilimenli i progressi delle belle arti e dellc utili cognizioni ». Nc ciò solo ma
in sua casa raccolse quanlità di eccellentissimi libri intorno alla prospettiva, all’ architettura, alle
tnatematichc, alla filosofia ed alla storia, mantenendo a tal fine relazioqe coi principali librai, e
massimamente col Bindi da Siena, del quale le lettcre che tuttodì si conservano chiaramente di-
mostrano le gravi spcse sostenute dal Pozzo per l’acquisto di ottimi libri. Chè anzi lasciò scritlo
egli stesso essere stata la lettura dei libri il sollievo migliore alle sue fatichc insieme alìo studio
delle matematiche (2) applicate alle arti e della meccanica industre, per la quale narra il Volta che
» costruì un paralellogramo che trasporta le figure geometriche in prospettiva, ed un allro istru-
» mento che divide il cerchio in quanle si vogliono parti eguali ».

Finchè lc occupazioni del Pozzo, per gravi incessanti che fossero, valevano ad appagare la
sua mente elevala, erano queste da lui disimpegnate con lietezza d’animo, con soddisfazione, ed
anzi con trasporto tutto si abbandonava all’opera godendo in questa pienezza di vita; ma quando
gli si vollero addossati altri infiniti minuziosi lavori e molto al disolto della portata del suo forte
ingegno provò cgli incresciosissima noja e gravissimo disgusto, il quale pare che fosse per toc-
care il colmo, allora che vide le proprie invenzioni assoggettate e guaste dal capriccio o peggio
di chi presiedeva ai negozii dell’arte. Sembra anzi clie per questo motivo gli fosse venuto per-
fmo increscevole il vivere in Mantova, ciò che si argomenta da quanto egli scrisse allo scultore
Franchi nell’anno 1784: » Mi congratulo che vi siate liberato da questo insoffribile paese. Per
» me non c’ è scampo dovrò stare qui per tutti i miei giorni per sentenza fatale di chi mi con-
» danna. » Ma intanto che questi tempi correvano non lieti pel Pozzo si erano fatti ancora più
tristi e diffìcili, dopo che nuove idee e nuove dottrine preparatrici una gencrale riforma di leggi
c coslumi erano venule a sconvolgere le menti ed i cuori in tutia l’Europa. Le quali opinioni
propagatesi anche in Italia e con trasporto abbracciate dagli uni c con ribrezzo avversate dagli
altri, quivi divisero gli animi di molti i quali già inclinavano al furor dei partiti, quando i Fran-
cesi calativi con falangi agguerrite occuparono la Lombardia cd al 2 di febbrajo dcl 1797 si fecero
padroni di Mantova. Fu allora chc i conquistatori diedero al Pozzo titolo ed aulorità à’ ingegnere
pcrito pubblico e lo assolsero da altri incarichi prima a lui affidali, così che potendo egli più co-
modamente applicare agli studii scrisse allora: » un trattato sulla scicnza delle ombre tanlo rap-
» porto agli oggctti geometrici che in prospettiva, ed allri intorno ai problemi arehiteltonici ed
>» allo studio dclle macchine idrauliche » (5). Sennonchò i servigi preslali al nuovo governo fu-
rono cagioni a Paolo di gravi svenlure quando nell’agoslo del 1799 cacciali da Mantova i Fran-
cesi vi si ristabilirono gli ordini primi. Lo che tanto più facilmente accadde in quella mutazione
improvvisa de’ dominatori, perchè alcuni dei cittadini invelenili per le ingiurie poco prima a loro
arrecate, senza consiglio c spinti solo dalla brama di vendetla corsero senza freno ad azioni vitu-
perevoli contro tutli coloro che giudicarono non aderenti alla loro opinione. Accorlosi e fattosi
persuaso il Pozzo come in mezzo a moli tanto violenti non potesscro valere le oneste ragioni del
probo e risaputo essere egli pure segnato fra i tenuti sovvertitori delle massime antiche, per sot-
trarsi alla tcmpesta che lo minacciava, cercò egli stesso d’ essere chiuso in prigione, lo che ot-
tenne dopo molte preghiere, perchè il carceriere non poteva acquietarsi a che quella abitazione
potesse mai convenire a Paolo Pozzo. Memorabilé esempio di quanto possa la sicurezza di un

(1) — Elogio del Pozzo. Manoscritto cit.

(2) — Quanto il Pozzo valesse nello studio delle matematiche lo prova la lettera scrittagli al t”7i da Girolamo
Prandi, uomomolto erudito, deltaquale ci piace riportare il seguente brano: » La ringraziodel bellissimo problema che
» mi lia spcdito, sciolto con una semplicità ammirabile; desidero ch’Ella possa avere ozio onde sviluppare le idee
» ch’ebbe la bontà di comunicarmi e che promettono una maggior facilità nel maneggio del calcolo ».

(5) — Così scrisse il Yolta (Elogio dcl Pozio). La scrittura quì accennala andò miseramente perduta.
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