L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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LEANDRO O ZZO LA

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A ogni modo si può credere che uno dei primi sia stato Tommaso Sandrino di Brescia
nato nel 1575, che iniziò una scuola ragguardevole del genere nella sua patria, dalla quale

Fig. 1 — Antonio Viviani (?) : Il Pantheon
Roma, Galleria Corsini

uscì Ottavio Viviani, pure bresciano, fiorito intorno al 1640, e rimasto sempre inferiore al
maestro nella solidità e semplicità della costruzione.1

l’antichità di Roma (ediz. più vasta) stesso editore e
stesso anno. Ha anche una parte di Ornamenti an-
tichi ecc. (ed. 1600), e una terza di Jcones antiquarum
statuarum (ed. 1584).

— Antonio Labacco : Libro, ecc. nel qual si figu-
rano alcune notabili antichità di Roma. Roma, 1557.

— Speculavi romanae magnificentiae. Omnia bere
quaecumque in Urbe monumenta extant etc accuratis-
sime delineata. Antonius Lafreri exc. Romae. (Con
numerose successive edizioni).

Antiquae Urbis Splendor di Giacomo Lauro. Ro-
mae. 1612, e nel 1628 un’altra opera simile Antiquae
Urbis vestigio quae mine sunt. Nel 1630 le due opere
furono fuse insieme e si ebbero altre edizioni fra cui
quelle più conosciute del 1637, e del 1641.

— Donato Alessandro Gesuita: Roma vetus, etc.
Roma, 1738.

— Le numerose stampe a fogli staccati dell’editore
Lafréry di cui dava notizia in un catalogo del 1572
circa.

— La raccolta delle stampe a fogli staccati della
casa editrice De Rossi alla Pace, di cui il più antico
catalogo che si conosce porta la data del 1705.

— Le edizioni dello stesso soggetto fatte fuori di
Roma.

— Numerose pubblicazioni d’iconografia archeolo-
gica, di cui vogliamo qui rammentare quella di Fulvio
Orsini. Imagines, etc. virorum illustrimi! etc. ex an-

tiquis lapidibus et nomismatib. Roma Lafrery 1550,
e un’altra più tarda che illustra i cammei antichi.

— Agostini Leonardo: Le gemme antiche figurate.
Roma, 1686. (Su questo antiquario V. mio lavoro:
L’arte alla corte di Alessandro VII. Roma, 1908. Soc.
romana di st. patria. Ruolo della famiglia di A. VII,
pag. 9 e cap. XIV, pag. 85). Per le notizie sul commer-
cio delle stampe cf. P. Ehkle, Roma prima di Sisto V.
Roma. Danesi, 1908. L’amore per le antichità romane
dei forestieri nel seicento è documentato dalla fama
della famosa guida Giovanni Grosso o Alto, di cui
sotto un ritratto del 1613 si leggono i seguenti versi :
« La vera guida degli oltramontani — Ho qui retratto
al naturai sembiante — Mostra l’antiche e le moderne
piante — E le fabbriche eccelse dei Romani ». — Il ri-
tratto è opera di F. Villamena e la stampa (datata, 1613)
non è citata dal P. Ehrle nella nota dedicata al Gross
(cf. op. cit., pag. 26, n. 1).

1 Per queste notizie V. il Lanzi e il Dizionario del
Boni. Ad Ottavio Viviani è attribuito un quadro nella
Galleria Doria a Roma (n. 422). Pare una cosa più
derivata che parallela alle pitture del Ghisolfi : ne ha
la stessa intonazione marrone, ma il segno più duro,
le tinte più affumicate e le macchiette tozze.

Verso la metà del secolo xvn anche il grande
Nicola Poussin incorse in questo genere d’arte col
suo maestosissimo paesaggio Le rive del Tevere (San
Matteo e l’Angelo), del Museo di Berlino, dove ac-
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