L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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MISCELLANEA

Intorno al pittore Ambrogio Bergognone. —

In un articolo interessante dell’ultimo numero del-
l’Arte, intitolato Note sul Bergognone, il chiarissimo
dott. Giulio Zappa ci fa sperare che si occuperà di
proposito intorno al sommo pittore, troppo negletto
finora, a cagione delle poche notizie documentate che
di lui si conoscono. Però chiunque intenda occuparsi,
in una speciale monografia seria e fondata, dell’arti-
sta, dovrebbe ricordare che due erano i pittori chia-
mati Ambrogio Bergognone, cioè l’Ambrogio figlio
di Stefano di Milano, e l’Ambrogio figlio di Giorgio,
pavese, il quale ai 24 gennaio del 1481 divenne ap-
prendista nella bottega del noto maestro Leonardo
Vidolenghi a Pavia.

A questo fatto storico abbiamo accennato nel no-
stro recente volume intorno a Vincenzo Foppa (Lon-
dra, 1909, ed. Lane),-a pag. 248 in nota, dove abbiamo
detto che probabilmente l’Ambrogio di Giorgio può
considerarsi l’autore di certe pitture le quali, come è
evidente, non possono essere di mano del notissimo
Ambrogio di Stefano, ma che tuttavia, per mancanza
di una identificazione meglio soddisfacente, vengono a
lui attribuite. Fra queste, per esempio, è da annove-
rare l’interessante Madonna col Bambino in trono,
con due santi ai lati e un donatore inginocchiato, con
la firma e la data: Ambrosii Bergognoni 1510, della
collezione Reale di Buckingham Palace. Per chi studia
Bergognone sarà dunque necessario mettere in chiaro
il problema dei due omonimi, rintracciarne la vita e
lo sviluppo artistico, e sceverare criticamente le opere
dei due pittori.

Il lavoro sarà difficile e penoso, ma non impossi-
bile. Un grande aiuto verrà da un esame paziente e
metodico dell’immenso materiale dell’Archivio nota-
rile di Milano, quanto inesplorato altrettanto ricco di
documenti artistici, come abbiamo potuto convincerci
scorrendo tutte le abbreviature notarili del solo de-
cennio 1460-1470. Si potranno cosi colmare le deplo
revoli lacune che ci presenta la vita del Bergognone
milanese. Il suo nome ricorre appena qualche volta
negli atti dell’Archivio notarile di Pavia, che pure

avrebbero dovuto darci una ricca messe di sue notizie,
quando si pensi ai lunghi lavori da lui eseguiti alla
Certosa, i cui amministratori dipendevano per i loro
contratti da notai pavesi. Purtroppo però pare che le
convenzioni coi pittori fossero dai Certosini concluse
in modo diverso che cogli altri artisti ; forse le con-
venzioni erano soltanto verbali, o se scritte, non erano
stilate con pubblico atto di notaio. Cosi e non altri-
menti si spiega il fatto dell’immensa ricchezza di
documenti nell’Archivio Pavese di contratti riguardanti
scultori e architetti, e la assoluta mancanza di stipu-
lazioni per dipinti di qualsiasi sorta. Il nome del
Bergognone milanese in questi atti appare soltanto
nelle sottoscrizioni dei testimoni : così pel 1489, fra i
testi presenti nella sala del Capitolo della Certosa
all’affitto della possessione di Boffalora, stipulato ai
26 febbraio, è anche magistro Ambrosio de Possano
pletore, filio magistri Steffani Medìolanense, che ai
20 agosto dello stesso anno è pur testimonio al pa-
gamento di un affitto, fatto alla Certosa, ante portavi
primi introytus monasterii. Nel 1490 ai 5 maggio il
Bergognone è fra i testi dell’affitto del podere di Sel-
vanesco, sempre nella sala del Capitolo, insieme al-
l’altro pittore milanese Cristoforo Volpi del fu Pedrolo,
e al miniatore pavese Epifanio Arrigoni : e il dì se-
guente, nello stesso luogo, assiste all’atto di locazione
della possessione di Magenta, cogli stessi compagni :
nella sottoscrizione è detto Cive Mediolanense.

Pel 1491 il suo nome non ricorre che in un docu-
mento : è fra i testimoni ad una procura stesa nel
Capitolo certosino ai 12 febbraio, e con lui è anche
il fratello Bernardino : presentibus magistris Ambrosio
et Bernardino fratribus de Possano, pictoribus, filiis
domini Steffani, habitatoribus civitatis Mediolani, porte
romane parochie sancti . . .

Nel 1492, ai 30 giugno assiste nella stessa Certosa,
ad un pagamento di affitto con l’intagliatore manto-
vano Bartolomeo de Pollis: ed ai 6 ottobre presenzia
la professione religiosa del certosino Maffeo Brusati,
avendo per compagno come teste il pittore milanese
Pietro da Velate. 11 Bergognone, col Velate e con
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