L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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GIULIO ZAPPA

* * *

L’inventario diremo così ufficiale dell’attività artistica del Bergognone alla Certosa, al
quale pure s’è attenuto con piena fiducia il Beltrami nel suo catalogo, vuol essere dunque
discusso e ridotto; ma la fecondità del pittore non cessa d’apparire, in quel giro d’anni,
meravigliosa. Poiché, mentre ornava d’affreschi la chiesa, e forniva ben otto ancone a’ suoi
altari, e dava pure, probabilmente, i disegni per le volte e per una parte degli intarsi del
coro, egli pensava anche ad arredare le celle e le aule del convento di pie immagini. La
maggior parte di quelle sue opere secondarie ha emigrato altrove ; e quattro delle ancone
nominate da padre Valerio sono scomparse. Di una però rimangono frammenti su gli
altari stessi della Certosa : i due gruppi degli Evangelisti, collocati nella parte superiore del
polittico di Macrino d’Alba, e i due pannelli coi Dottori della Chiesa, posti a completare
quello del Perugino. E possibile ricostruire l’ancona scomposta e dispersa?

Giustamente il Beltrami riconnette con gli Evangelisti il Cristo benedicente della Galleria
Borromeo a Milano, rilevando che in tutti ricorre, superiormente, l’identico fregio a lacunari
bruni su fondo nero. Ma non ha notato che anche lo sfondo architettonico, del solito tipo
Foppesco, della Madonna allattante il Bambino che fa parte della medesima raccolta si con-
tinua identico, con gli stessi fregi nella cornice e la stessa coloritura, ne’ Dottori della ChiesaI
Vero è che le dimensioni di questi non corrispondono esattamente a quelle della Vergine,1 2 3 * ma
è evidente che le due tavole, a figure nè dimezzate nè intere, sono state malamente rac-
corciate in basso, allorché furono adattate alle misure del Padre Eterno del Perugino.

Tutti questi sei frammenti dovevano essere originariamente riuniti in un unico polittico.
Il padre Valerio parla ripetutamente, nelle sue Memorie, di un’ ancona del Bergognone con
« la Beata Vergine, i quattro Evangelisti e i quattro dottori »; e la sua testimonianza, per ciò
che riguarda non dati cronologici o attribuzioni artistiche, ma il semplice soggetto di un
polittico che a’ suoi tempi doveva essere ancora indiviso e tutt’al più da poco scomposto
per far posto ad un’ enfatica pala secentesca, e nella designazione del quale non può am-
mettersi che un religioso commettesse grossolani errori, è per noi, in questo caso, piena-
mente attendibile.

Possiamo adunque, concludendo, ricomporre idealmente l’ancona di due ripiani : nell’ in-
feriore troneggiava la Vergine allattante il putto divino fra i quattro santi Gregorio e Ago-
stino da un lato, e Agostino e Gerolamo dall’altro ; superiormente, trammezzo agli Evan-
gelisti intenti e rivolti a lui, e scriventi di lui, il Redentore coronava maestosamente, col
suo ampio gesto di benedizione, l’ancona solenne.5

La quale fu senza dubbio dipinta dal Bergognone dopo tutte le altre di cui abbiamo
precedentemente dato un cenno ; la salda e sicura costruzione delle figure dei Dottori e di
Cristo, e l’energ'ico chiaroscuro che in quest’ultima dà un risalto affatto nuovo al panneggio
della parte inferiore, attestano che già il maestro aveva rinfrancata e sciolta la mano col
coprire di grandi affreschi le absidi della nave trasversale. A questi ultimi si ricollega anche,

1 Le colonne quadrangolari che sorreggono la tra-
beazione, visibili nella Madonna, sono celate, ne’ Dot-
tori, dalle loro figure ritte in piedi ; ma dietro la testa
del San Gerolamo ne traspare un capitello.

2 La Madonna misura in altezza m. 1,10, mentre i
due scomparti de’ Dottori misurano m. 0,94. La lar-
ghezza di questi (m. 0,53) è identica a quella degli
Evangelisti.

3 Che il Cristo e gli Evangelisti stessero nel ripiano

superiore e dovessero perciò essere visti a distanza

dal basso, non può dubitarsi; lo prova la grande in-
clinazione del soffitto a lacunari che sovrasta a’ loro
capi, tendente ad un effetto d’illusione prospettica
(cfr. anche a maggiore conferma, la già citata Ancona
di Treviglio).

Aggiungiamo infine, come ultima riprova materiale,
la quasi completa coincidenza delle dimensioni del Cristo
(m. 1,09X0,62) e della Madonna (m. 1,10 X 0,62) di
casa Borromeo, che secondo noi si sovrapponevano
nella parte mediana del polittico,
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