L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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STUDII SULL’ARTE UMBRA DEL"400

ra l’arte senese e l’arte umbra, ligie alle tradizioni, entrambe poco
animate di vita nuova, fu una stretta parentela nel '400 ; e la senese,
che aveva dominato l’Umbria nel secolo precedente, continuò a
signoreggiarla sino a quando non apparve Pier della Pieve, maestro
e donno della regione. Prima che questi giungesse di Toscana, a
scuotere il letargo de’ pittori conterranei, essi si accorsero apjoena
del semplice Benozzo Gozzoli, che" loro apportò tradotta in prosa
volgare la ispirata poesia dell’Angelico; e invano gli scrittori,
per spiegare la grandezza dell’arte umbra, al tramontare del '400,
ne cercarono e ne videro, o meglio credettero di vederne, la fioritura
lungo il secolo, nelle vecchie badie ferventi, sulle falde delle verdi colline. Altri cercarono,
e si persuasero d’aver trovato, grandi artisti cristiani, in quelle città umbre piene di memorie
religiose e agguerrite da reliquie di Santi, in quella regione signoreggiata a oriente dalla
mistica Assisi. Eppure la derivazione delle forme pittoriche umbre, il loro carattere, il loro
svolgimento è differente da quanto in generale si è supposto ; e la misura di quelle forme,
a paragone d’altre fiorite in Italia ad un tempo stesso, ancora indeterminato.

Passiamo in rapida rassegna i maestri precedenti Fiorenzo di Lorenzo, i quali fiorirono
verso la metà del secolo XV. È ammesso che nel tempo anteriore l’arte umbra fu soggetta
alla senese, ma con Giovanni Boccati da Camerino s’inizia, secondo Siegfried Weber,1 l’avvi-
cinamento all’arte fiorentina, si disegna l’influsso di Beato Angelico, di Piero della Fran-
cesca, di Filippo Lippi, di Domenico Veneziano. Anche il Berenson2 crede Giovanni Boccati
scolaro di Lorenzo da Sanse verino il vecchio, e sotto l’influsso di Pier della Francesca, e
Crowe e Cavalcaselle 3 gli fecero subire quello delle scuole senese, umbra e fiorentina. A noi
sembra che ne subisce principalmente uno solo, quello di Domenico Di Bartolo senese, il quale
lasciò nel 1438 a Perugia il polittico, ora nella galleria civica, con figure con le solite chiome
a chiocciolette, le vesti come di pasta, e con la mancanza abituale di proporzioni, come
dimostra la monachella committente dal corpo lungo lungo a cono terminato da una testina
di pupattola. Tutti i difetti d’ordine che sono in questo quadro, già nel convento di Santa
Giuliana in Perugia, si riversano sulla Madonna del pergolato (fig. 1) che Giovanni Boccati
eseguì per la Confraternita dei Disciplinati in San Domenico (a. 1447), ora nella pinacoteca
perugina. Giovanni Boccati sembra un ragazzetto che si sia provato, secondo le reg'ole rice-
vute dalla grammatica di Prisciano, a fare il suo compito, a dipingere i serafini, come fan-
ciulli sui banchi d’una scuola, la Vergine come una bimba in veste lunga che fa la mam-

1 Fiorenzo di Lorenzo. Eine Kunsthistorische Studie 2 The centrai ltalian Painters of thè Reìiaissance,
von Dr. Siegfried Weber, Strassburg, J. H. Ed. New York-London, 1907.

Heitz, 1904. 3 Storia della pittura in Italia, voi. IX, Firenze, 1902,
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