L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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CORRIERI

certamente un’immagine religiosa: e il sogno d’un
poeta che alla religione preferisce la graziosa leggenda,
cui crede per abitudine, con la devozione leggiera e
indulgente. In questo quadro il maestro ha saputo
spiegare una soavità di colore che raramente ha po-
tuto uguagliare. I pensieri dell’autore si volgevano
alle Fiandre quando dipingeva quel quadro : lo con-
fessa egli stesso in una lettera all’amico Julienne per
mezzo del quale avvisa l’abate Noiretère dell’invio
di questa Sacra Famìglia, di cui gli fece dono. Tale

prova palese della predilezione di Watteau per i fiam-
minghi ci rende il quadro di Gatchina doppiamente
prezioso e interessante.

È quasi naturale che dopo Watteau io nomini
Lancret, di cui all’Esposizione erano due belle pitture
di stile differente: una (della collezione della princi-
pessa Youssoupoff) importante per dimensioni era una
« Festa galante », graziosa per concetto e per colorito
col « tocco caratteristico » fresco ed elegante come lo
richiede il pennello di Lancret; l’altra una scena di
commedia I Tncccatori con una punta di spirito e
con una ironia sensibilissima.

Molti altri artisti di questo stile circondavano i
capi che essi imitavano, ma passo oltre, per fer-
marmi sul Boucher che aveva all’Esposizione cinque
quadri autenticissimi, tre dei quali con le pecore, i
fiori e le colombe sono tipici e noti; altri due meri-

tano un'attenzione notevole. La principessa Youssou-
poff aveva prestato Ercole e Omfale\ i due amanti
abbracciati sono in oblio sul letto d’amore custodito
da putti paffuti e giocondi. Tutta la tavolozza dell’ar-
tista si ritrova in questo quadro con vivacità di colori
e con splendore tali da farne un capolavoro del mae-
stro. Il disegno suggestivo è pieno di slancio e maestria.

Quale contrasto con l’altro capolavoro (insisto su
questa parola) di Boucher Pigmalìone che abbiamo
staccato da una soffitta de l’Accademia di Belle Arti,

alla quale fu offerto dal celebre scultore Falconnet
quando venne a lavorare in Russia. È una grandis-
sima tela che taluni critici dicono incompiuta, ma è
di tale perfezione che, secondo me, ogni linea di più
sarebbe soverchia. Boucher vi ha messo due tecniche
differenti: Pigmalione, l’uomo in carne ed ossa, è di-
pinto con una maniera forte e larga ; i colori sono
vivi e grassi: egli è in estasi davanti a Galatea, e
qui vediamo una pittura come in sogno, leggera e
velata, nuda sinfonia di rosa e di grigio. Lusingata
dalle donne del seguito, carezzata dagli amorini adu-
latori, inebriante per la sua bella nudità, Galatea resta
indifferente ai sensi dello scultore ebbro davanti a
questa visione si dolce e sì desiderata. Questo quadro
è di quelli che basta averli visti una volta per non
cancellarli mai più dal cuore e dalla memoria : il ve-
derlo è una gioia, il pensarci su è un sogno.

J. Sustermans: Ritratto di uomo.
Pietroburgo, Coll, del conte Reutern barone Nolken
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