L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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MISCELLANEA

e rigorosa, il pittore ha saputo portare l’arte del ri-
tratto ad una perfezione straordinaria. Ci troviamo di-
nanzi ad uno studio di profonda penetrazione e ricerca
psicologica. Ignoriamo ì nomi dei due devoti, ma il
loro aspetto ha per noi la medesima, irresistibile at-
trazione dei personaggi del celebre affresco della Va-
ticana che raffigura il Platina innanzi a Sisto IV cir-
condato dai suoi. Con questi ritratti, specialmente col
ritratto del prelato che sta dietro lo scanno del pon-
tefice (cioè Piero Riario, suo nipote), ha riscontro il
donatore più attempato che sta a sinistra del quadro.

Perfino il drappeggio del manto del donatore più gio_
vane, che si vede a destra, corrisponde con quello del
Platina nell’affresco della Vaticana, non solo nell’ag-
gruppamento delle pieghe, ma anche nella determina-
zione della qualità della stoffa. E non basta. L’analisi
attenta e precisa di quella figura ci ha portato ancora
più vicino alla verità della nostra tesi. Essendo il volto

Medaglia di Guglielmo de Pereriis

di quel devoto in ottimo stato di conservazione e senza
alcun ritocco, ci è stato possibile di entrare nei se-
greti più intimi della tecnica, di studiarne da vicino
l’arte con cui sono messe le luci sotto il mento, sul
dorso del naso, intorno alle narici e alle labbra, nelle
orlature luminose sì caratteristiche alla maniera del
Forlivese.

^ £

Terminata così l’analisi stilistica del quadro della
Galleria nazionale, resta ad esaminare il documento
che il Bernardini ha creduto di portare in appoggio
della sua attribuzione ad Antoniazzo. Ma l’uso dei do-
cumenti qualche volta può riuscire assai pericoloso,
cfuondo essi non corrispondono pienamente agli indizi
tornitici direttamente dalle opere d’arte.

Il documento citato fu per la prima volta pubblicato
da Constammo Corvisieri nel B ibernar otti1 e consiste

1 Voi. IV, Roma, 1869.

- Anche il Goltschewsky (nel suo studio sugli affreschi nella chiesa
della Minerva : Die Fresken der Antoniazzo Romano ini Sterbe-

in un contratto in data del 1491, secondo il quale
Guglielmo de Pereris auditore .della sacra Rota ordinò
ad Antoniazzo la decorazione della cappella di Altis-
sena nella chiesa di Santa Maria della Pace. Ed ecco
il testo originale quasi nella sua integrità:

Sia nota e manifesta a chi legerà la presente scripta come io
Antonazo de Benedetto pentore me so convenuto e o fatto patto
collo reverendo patre missere Guillermo de Pereriis auditore in
rota de dipengnere un cappella della bona memoria di misser Pietro
de Altissena posto in Sancta Maria della Pace;...

Item prometto a sua Signoria di mettere le cornice del arco de
oro fino tutte affatto ; e de novo nella tribuna della cappella de-
pengnere la trasfiguratione de Iesu X po con una nubila razata de
oro fino : da ullato Moises e dalaltro Elea e de sotto a Cristo pe-
gnere sancto Pietro sancto Iuanni evangnelista e sancto Iacobo, e
mettere la cornice che così valido sotto alla trasfiguratione mette-
relle doro fino tutte affatto.

Item de sotto alla trasfiguratione in mezo dipingnere la Vergine
Maria assedere collo figliolo in braccio col manto azuro fino della
mengna et appiede alla Vergine Maria pengnere missere Pietro de
Altissena e dallaltro lato Sua Signoria e da un canto della Vergine
Maria depengnere Sancto Sebastiano dallaltro lato pengnere Sancto
Fabiano... et per patto fatto con Sua Signoria me da per la di-
pintura e manifattura ducati sessanta doro in oro e prometto fare
buono lavoro recipiente a juditio de bon majestro et prometto a
Sua Signoria darla finita e dipinta fra termine de quatro mesi pros-
simi e avenire.

Io Antonazo scripsi mano propria affede.

Come vediamo si tratta della commissione di una
grande ancona divisa in due piani. Nel piano supe-
riore doveva essere rappresentata la Trasfigurazione,
in quello più basso la Vergine avente innanzi a sè
genuflessi i due devoti Pietro de Altissena e Guglielmo
de Pereris, e ai lati le figure di S. Fabiano e di S. Se-
bastiano. Ebbene, siccome nel quadro di S. Sebastiano
della Corsiniana si vedono appunto due devoti ginoc-
chioni, il sig. Bernardini ha voluto identificarli preci-
samente per i ritratti di Altissena e de Pereris, cre-
dendo di riportare tale prova evidente da non mettere
più in dubbio l’attribuzione ad Antoniazzo del quadro
della Galleria nazionale.

Oltre la poca probabilità che il pittore abbia po-
tuto cambiare idea ed invece di dipingere i due de-
voti in compagnia della Madonna abbia preferito pre-
sentarli dinanzi a San Sebastiano, vi è una ragione
evidentissima che esclude ogni possibilità che i due
devoti siano da identificare con quelli de Pereris e
Altissena. Ed eccone la prova. Il ritratto di Guglielmo
de Pereris o Guillaume de Perrier, che fu il suo vero
nome, prelato francese e auditore in rota, ci è rimasto
conservato in una medeglia eseguita dal celebre ce-
sellatore Jean de Candida,1 medaglia che ora si trova
nel «Cabinet national de France». Dal confronto di

zimmer der heiligen, Catarina von Siena 1904, pag. 14) porta il do-
cumento del Corvisieri, egli lascia però in dubbio se la commis-
sione sia stata veramente eseguita e, nel caso affermativo, crede
che il dipinto sia rimasto solo per pochissimo tempo nella chiesa
della Pace.

1 Muntz, Les Arts à la Cour des Papes, 1898, pag. 144.
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