L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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PIETRO BERNINI

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il viceré di Napoli avesse quivi chiamato Pietro, non lo dicono queste fonti, bensì lo riferisce
Domenico Bernini,1 le di cui notizie devono esser prese con certa circospezione, visto che
anche altrove adoperò la figura del viceré
per adornare la sua biografia di carattere
novellistico.

Il passaggio di Pietro a Napoli trova
conferma documentata in un conto del
2 maggio 1589 2 e in un istrumento nota-
rile nell’Archivio Mediceo dell’anno 1599,
nel quale il suo procuratore domanda al
di lui padre, domiciliato a Firenze, la di-
chiarazione di maggiorenne.3 Dal Baldi-
nucci inoltre e da altre fonti abbiamo
notizia del suo matrimonio con la napole-
tana Angelica Galante, dalla quale unione,
nell’anno 1598 nacque Gian Lorenzo, che
dei figliuoli era il quarto. Questo, riguardo
le notizie biografiche.

È strano che, come per il suo periodo
romano, così anche per il primo decennio
del suo soggiorno napoletano, non gli si
possa attribuire nessun’opera. Il nostro
parere, riguardo al carattere dello stile
ch’egli portò sul suo nuovo campo d’a-
zione, era solamente fondato su quelle sup-
posizioni, alle quali ci portarono le notizie
letterarie che mettono Pietro in rapporto
con i manieristi fiorentini stanziati a Roma.

Così dovremo ammettere in lui anche il
manierista, cioè un artista operante nel-
l’arte michelangiolesca o raffaellesca. Però
siamo di nuovo costretti a riferirci alle
notizie letterarie e ai documenti. Si ridu-
cono questi ora a un passo nella vita del
Baglione e al conto del 2 maggio 1589
sopra mentovato. Dice questo aver Pie-
tro ricevuto da Giov. Ant. Carafa conte
di Morcone 82 ducati, cioè «ducati 12 a
saldo del magisterio e restauratura de uno
puttino e sportelli con un scoglio in una
fontana della loggia della casa sua e li Fig. 1 — Pietro Bernini. La Carità,

restanti 70 per una statua di marmo attac- Napoli. Facciata della chiesa del Monte di Pietà,

cata con un albero con un puttino sopra

nome del baccho che fa il moto di spremere l’uva ». Con tutta questa esatta descrizione non
si potè identificare nessuna delle due dette opere; e pure vana fu ogni ricerca riguardo
le « tre figure dal naturale per formare un capriccio di fontana » delle, quali ne parla con
ammirazione il Baglione, laudandone « la facilità del trattamento ». Le vide al tempo della
loro origine a Napoli, dove egli si trovò, come ben lo si può dimostrare, fra gli anni 1590

1 Dom. Bernini, Vita del cav. Gio. Lor. Bernini,

Roma, 1713, pag. 3.

2 Napoli Nobilissima, anno XV, pag. 116-117,

3 Fraschetti, loc. cit., pag. i,
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