L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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PIETRO BERNINI

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movimento, sfiorate da un alito sentimentale, racchiuse in un espressione pensosa, nulla hanno
di comune coi contrasti di un Davide, col movimento energico d’un Mosè e con quello com-
plicato delle figure di San Lorenzo, nulla insomma da paragonarsi alla grandiosità e maestà
dell’arte michelangiolesca e nessuna somiglianza con quello stile che a Roma mai andò del
tutto perduto dopo Michelangelo, quale lo dimostrano le opere contemporanee del disgraziato
Prospero Bresciano. Da dóve ebbe dunque Pietro il suo stile? Fatta ora astrazione di certe
qualità esterne, caratteristiche, ma non formanti certamente la parte essenziale di esso stile,
troveremo questo senz’alcuna impronta originale. Rammentiamoci il fatto, che le opere di

Fig. 6 — Pietro Bernini : Il Battista
Napoli. Santa Maria la Nova
Cappellone di San Giacomo della Marca

Fig. 7 —Naccarini: Sant’Andrea
Napoli. Gesù nuovo. Cappella Fornaro

Pietro passarono inosservate in quelle del Naccarini. E l’unione di questi due artisti lo si
può dimostrare in quattro casi: nella fontana Medina, nella facciata della chiesa del Monte
di Pietà, per la quale nel frontone il Naccarini scolpi il gruppo della Pietà, nella cappella
Fornaro in Gesù Nuovo e infine in San Giovanni dei Fiorentini. Sappiamo ancora che l’ultima
opera di Pietro a Napoli, la Madonna di San Martino, rimasta incompiuta, risulta nell’eredità
lasciata dal Naccarini a sua moglie, Delia Vitale, che, insieme ad alcuni abbozzi, la vendette
alla Certosa, benché sembra che fosse destinata al tesoro dell’Arcivescovado (Nota vedi
pag. 13, n. 8). Questa unione dev’essere durata per alcuni anni, e forse sino al ritorno di
Pietro a Roma, dove egli si recò al più tardi nel 1607.

E inutile il rilevare che il Naccarini, riguardo anche alla sua maggiore età, fosse stato a
capo di questa unione. Uno studio della vita e delle opere di questo principal rappresentante
della plastica a Napoli, durante l’ultimo quarto del Cinquecento, mi porterebbe fuori dal tema
prefissomi. Per il momento basterà accennare alle sue caratteristiche. Michelangelo Naccarini

L'Arte. XII, 52.
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