Bullettino di archeologia cristiana — 2.Ser.2.1871

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BULLETTINO

in grande parte dal Bellermann \ ma di nuovo e critico esame assai
degni, non entrano nel ciclo millenario impreso ad illustrare dal
Salazaro. Il quale prende le mosse dai secoli quarto e quinto;
che videro l'arte cristiana libera da ogni riguardo e cautela a
poco a poco allontanarsi dai classici tipi e trasformarsi in quello
stile, che poi divenne e fu chiamato bizantino. Di cotesto periodo,
che diremo di transizione, molti nobili monumenti ed esempi ci
forniscono e gli affreschi delle napoletane catacombe, ed i musaici
di s. Eestituta in Napoli e quelli del secolo quinto delle anti-
che chiese di Capua. Nelle magnifiche tavole accompagnanti il
testo dei primi due fascicoli dell'opera, di che ragiono, no con-
templiamo tre insigni campioni, che meritamente attraggono a
se la nostra attenzione.

Nella lunetta d'un arcocolio è dipinta a mezzo busto l'im-
magine della sepolta in atto di orante ; il cui stile largo e eli
effetto maestoso somiglia moltissimo a quello della celebre im-
magine della beata Vergine col bambino nel seno effigiata a mezzo
busto ed orante in un arcosolio del cimitero appellato di s. Agnese
sulla via nomentana. Ottimamente il Salazaro attribuisce la sua
orante al secolo quarto ; sì per lo stile dell' arte, che per le epi-
grafi accompagnanti il dipinto tracciate in rosso ed in nero con
lettere di forme romane comuni in quel secolo. Le quali dicono
VITALIA IN PACE; e sopra le quattro pagine di due libri
aperti ai due lati del capo dell' orante è scritto : IOANNIS

MAECVS, MATTIVS,..... (Lucas) ; singolare rappresentanza del

quadruplice codice evangelico per denotare la fede della definita.

Di gran lunga più bello è il gruppo di cinque figure intero
ed in piedi colorite a fresco sopra un sepolcro della catacomba
di s. Severo; assegnato dal nostro autore al medesimo secolo
quarto. Quivi sta nel mezzo un giovanetto di prima età vestito
d'amplissima penula rossa, la quale sollevata sopra il braccio

1 De àlleslen chrislUchen Begràbniss staiteli unii besonders die Katakom-
ben zu Neapel, Hamburg 1834.
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