Della Porta, Giambattista ; Ingegneri, Giovanni [Editor]
Della Fisonomia Dell'Hvomo Dell Signor Gio. Battista Dalla Porta Napolitano. Libri Sei: Tradotti di Latino in volgare, e dall'istesso Auttore accresciuti di figure, & di passi necessarij à diuerse parti dell'opera: Et hora in quest'vltima Editione migliorati in più di mille luoghi, che nella stampa di Napoli si leggeuano scorettisimi, & aggiontaui la Fisonomia Naturale di Monsignor Giouanni Ingegneri — Vicenza, 1615 [Cicognara, 2459]

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DELLA FISONOMIA
DELLHVOMO

DI GIO. BATTISTA DELLA PORTA
NAPOLITANO.
Libro Terzo.
PROEMI©.


A rebbe flato assai conueneuole, che nel libro passato, dopò
il trattato delle ciglia, che si fosse trattato de gli occhi ,*mi
perche il trattar de gnocchi è il maggior, e più importante
negotiodi tutta la Fisonomia,e bisognà trattar si di loro più
lungamente > gli habbiamo ridotto in quello luogo, e dare-
mo, à loro vn libro particolare. Sono gl’òcchi veramente,
srale nobilisslme parti di tutto il corpo hutirinole pnncipalisiìmc,e de’ prin-
cipali legni della Fisonomia si traheno da grocchi. E flato detto da più sauis
Filosofijche come il volto è lìmagine ddranima,eosi gli occhi son Tirnagine
del volto. Alcuni han chiamato gli occhi porte dell’anima. perche come da.
certe portentosi fuori balena l’anima. Dice Polemcne,gnocchi manisessano,
i secreti del core,che 1 legni,che appaiano ne gl’occhi,sono idoli delie voglie
del core. Dice Lolla, La perfettion della Fisonomia si toglie dalli occhi,
i segni che da gli occhi si togliono, sono i più veri, i più gagliardi di tutti
quelli,che si togliono dal voi io,e quando il teflimon de gli occhi s’accorda^»
con quelli del corpo, ail’hor sono vendimi, ma se quelli de gli occhi discre-
pandaglialtri,airhordeui lasciar gli altri, & attaccai si a quelli de gl’oechi.
Dice Plinio, Da nmna parte dei corpo poisono torre i più veri segni dell’ani-
Kio,chedagrocchi,eosì di tutti gli animali,come dal l’huomo,cioè della ma
deratione,cìemenza,mifericordia,odioJarnore,tnflezza,& allegrezza. Ve-
ramente ia reggia dell’anima son gli occhi. Da qui nascono quelle lagrime
di miieriC’a.'dia ; bacaandogii occhi, parche bacciaool’anima; con l’animo
veggio
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