Nardi, Luigi
Descrizione antiquario-architettonica con rami dell'Arco di Augusto, Ponte di Tiberio e Tempio Malatestiano di Rimino — Rimino, 1813 [Cicognara, 4053]

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ben preparata creta le sorme delle ignote lettere, che promise d'inter-
pretare giunto che fosse in Francia. Distratto sorse da altri lavori,
nulla, che si sappia, diede mai alla luce questo insigne Letterato intor-
no a ciò. Il chs. P. Giorgi, che ebbe copia di queste iscrizioni, e FAb.
Amati, che da se potè osservarle in fonte, ambedue colla loro grande
perizia, le reputarono di caratteri greci, incise con saputa, o per or-
dine di Sigismondo ( a ) dallo scultore che lavorò i bassi rilievi ; tanto
più che non era infrequente 1' uso di parole poste nel Secolo XV nei
lembi delle vesti, benché sia più frequente il vederle nelle pitture ( b ).
L'essere poi un greco malsormato, con nessi, abbreviature, e parole uni-
te, siccome fa-prodotto dall'angustia dei luoghi ove l'artista le scol-
piva , così diedero luogo a credere essere tutt' altro che greco.
Esiste un manuscritto di detti illustri Letterati, ed un giorno vedrà
forse la pubblica luce . Ai nostro intendimento bastaci trarre per ora
dal medesimo qualche cenno sopra ciascuno de' bassi rilievi.
Il primo basso rilievo ( Tav. XV ) pertanto rappresenta la figura
dell'Eloquenza, ovvero della Bettorica sotto l'aspetto della Dea Sua-
da. Esso è-in uno degli specchi del pilastro a mano manca entrando
nella Cappella . Vedesi una donna ritta in piedi sopra il globo, colla
bocca aperta, e colla mano dritta alzata, come di chi ragiona; e colla
mano sinistra tiene un libro aperto appoggiato sul petto, il quale va
adorno di stola discendente dagli omeri. All'estremità d'ambe le ma-
niche , vicino alla spalla destra ;, nel lembo della veste che pende sul
braccio sinistro, c<1 al lembo estremo della medesima vicino ai piedi,
vi sono le lettere greche, le quali il leggitore potrà osservare nella
Tav. XV in fine del libro* notate sulla medesima coi numeri arabi-
8 *

sa) Nei rosoncini della chitarra della seconda figura "rappresentante la Musica vi
scolpì' diligentemente-l'artesice in- uno il volto notissimo di Sigismondo, nell'altro
quello d'Isotta, tali e quali si hanno dalle medaglie . Ognuno può da se chiarirsene,
osservando il marmo .
La soggia poi del vestito del fanciullo nella Tav. XVII risvegli* subito l'idea del
vestito dei tempi di Sigismondo . Per altro nel rame vedonsi i calzari del fanciullo dis-
giunti dalle brache sotto al ginocchio , laddove nel basso rilievo la disgiunzione è alla
metà della coscia.
( b ) Chi non vede la ragione di ciò ? Una pennellata cassa sacilmente in un lem-
bo dipinto le lettere che sossero riuscite mal sormate, e dà luogo a dipingercene delle
nuove; ma la saccenda non va cosi nei marmi. Ecco perchè più sacilmente s'incontra-
no queste parole a guisa di ricami nei lembi delle vesti nelle pitture, che nelle scol-
ture , o bassi rilievi.
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