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Towarzystwo Naukowe <Lublin> [Editor]
Roczniki Humanistyczne: Historia Sztuki = History of art = Histoire de l'art — 45.1997

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https://doi.org/10.11588/diglit.27403#0007
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ZE STUDIÓW NAD PRZYRODĄ
W LITERATURZE, SZTUCE I BOTANICE

ROCZNIKI HUMANISTYCZNE
Tom XLV, zeszyt 4 - 1997

ANNA MARIA MARTINELLI
Lublin

LA NATURA NELLA LETTERATURA ITALIANA
DEI SECOLI XIII E XIV

LA POESIA DELLE ORIGINI

La poesia scaturisce dalLuomo come canto dell’anima, in occasione di forti
tensioni, di grandi gioie o di grandi dolori, ma più spesso come canto di
gioia. Puô sembrare una realtà inutile, come il canto. Non ha finalità pratiche,
non serve. Esiste. Puô esserci o non esserci e in sè non serve a nulla. Ma la
sua presenza o assenza dà significato alla vita.

Penso ai canti anonimi trovati fra le pagine dei grossi libri giuridici
dell’Università di Bologna. Servivano solo a riempire le pagine, a non la-
sciare pericolosi spazi vuoti. E’ forse opportuno ascoltare subito una di queste
poesie; essa, con vivacité e semplicità ci porta nel tema prescelto délia
natura, in questo caso del XIII secolo, nell’ottica di un bambino:

For de la bella cayba
fuge lo lixignolo.

Plange lo fantino
perd che non trova
lo so hoxilino
ne la gaiba nova,
e diçe cum dolo:

„Chi gli avri l’usolo?”;
e diçe cum dolo:

„Chi gli avri l’usolo?”.

E in un boscheto
se mise ad andare,
senti l’oxeleto
si dolçe cantare.

,,Oi bel lixignolo,
 
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