Vignola; Danti, Egnazio [Comm.]
Le Dve Regole Della Prospettiva Pratica Di M. Iacomo Barozzi Da Vignola — Rom, 1611 [Cicognara, 810B]

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PREFATIONE-'

E J'operationi marauigliose tanto della Natura,quanto dell'artctirorno talmente gl'animi de gl'lmomini in amml»
ratione,che incomincioino à fiIosofare,& inucstigarele cagioni di quellejmeritainente si sono affaticati molti in ri-
cercare Ja cagione de gl'effetti, che accaseono intorno alla noltra villa pet la varietà de' raggi visuali causata dalle
distanze,siti,& mezi,per i quali essì pasfono,& da altri accidéti di quelli;i quali effetti tato son degni d'esser Saputi,
quàto trapasfano la maggior patte delle cose d'ammiratione.Ne è cosa se no grandemente conueniente,che intorno à

IL
vn senSònobilissimo,che di degniti tutti gl'altri auanza,& ci arreca cognitione di più disferenze di cose, accalchino opere sì de-
gne. A rag one ancora lì sono affaticati gl'artefici di titrousre regole,& istrumenti, con i quali operando poslìno con facilità imi-
tare sirn ili esfetti,& apparenze del veder nostro. Intra gl'altri ho sempre giudicato degno di lode,& di viuere nella memoria di
tutti gii studiosì, messer Iacomo Earrozzi da Vignola,huomo celebre per l'opere ch'egli fece mentre visfe,ma ammirabile per le
<ìue preseriti Regole doppo di se lasciate.Ie quali hò giudicate degne d'elser da me illustrate con i presenti commentarij; doue per
maggior seruitio de gli sludiosi di questa nobil pratica hò aggiunto altre regole,& diuerlì strumenti,acciò compitamente poslìno
hauer contezza di quanto se li appartiene. Nè minor cura ho pollo in seruire alli più Scientifici, i quali non si sodisfacendo sola-
jnente di bene operare,^ sapere che la cosa è così;ma di più ricercano le cause,& la ragione de'loro eftettijperò mi Con ingegna-
to di dimoilrare Geometricamente tutte le parti principali di quella, laqual cosa non lènza fatica,& diligente speculatione hè»
potuto conseguire,essèndomi slato bisogno dimostrare molti Problemi, & molti Teoremi non più per auanti ( che io sappia ) da
altri dimollratijli quali mi seruiranno non solo à queste due presenti Regole,ma ancora all'altra parte di essa Prospettiua,doue lì
tratta solamen te de' corpi in diuerse maniere fattala quale ( pei haueiim N. S. hota occupato in altri negotij fuor di Roma) sarà
òisferita à publicarsì à miglior otio,nori volendo io far più longamcnte desìderare à gli sludiosi quelle due presenti Regole. Per le
cui dimostrationi hò prima polle alcune definitioni, & suppolìtioni, come principi) necessarij da preconoseersi per acquiltatela
seienza delle prefate propositioni; imperoche Vnumquodque tunc nojje arhttramur,cum caujas frimas nouerimus,Qr prima principi*
■vfque ad elementa. Et hò nel medesimo tempo Sodisfatto al bisogno de gl'artefìci,venendo in cotali definitioni dichiarati i voca-
boli di quell'Arte. Manellj, predetti principi] nell'uno ricerchi da me l'ordine, & metodo d'Euclide di procedere dalle cose note
all'ignote.-perche trattandoli d'vn'Arte dipendente dalla seienza della Prospettiua subalternaca alla Geomettia,non è possibile di
procedere con l'eiquisjtezza de'Geometri,& di non vsare nell'espositione determini qualche voce da dichiararsi poi,ò qualch'al-
tra già dichiarata da i Geometri altroue;dicendo Ariltotile nel 3. cap. della suaFilosofìa morale; Exacìa traelatio non fintili modo
*s ■vnrquoque genere exquirenda ess, quemadmoAum neqi inarttum ofjsicift. Et poco doppo soggiugne : Eruditi efi eatenus exaHam in,
•vncquoque genere explteationem requtrere,qu*tenu?pati rei ip/ìus natura potest. Ma perche non à tu; ti gl'artefici del disegno è con-
cedo di poter fare quell'acquisto d Ila Geometria >che alle dimostrationi della prima pai te si ricercherebbe , però, come in altri
luoghi hò detto, hò voluto mettere Separatamente nel principio le propositioni.che seruono à dimostrare l'operacioni della Pro-
spettiua pratica,accioche à quelli che non sanno Geometria,non se li debba dire dyia/j.(Tpmoe ovatti mÌ\~oi. Potranno ancora
quelli artefici che più Sì dilettano di operare,che di far Studio in diuerse rcgole.lasciata in dietro la prima regola del Vignola eó
Je altre aggiunte da noi,porre tutto lo Studio loro nella seconda,& in quella fare grandislìma pratica.come più eccellente,& più fa-
cile di qualunche altra regolajcon la quale potràno perfettamente operare,&, ridurre qualsìuoglia coSa in Prospettiua. Uche chia-
ro conoseeranno quelli che esamineranno le cose scritte attorno à quest' Arte da diueisì auttori.de'qu;.lialla notitianostra(quau-
«unque có diligenza si Sia ricerco) non è peruenuto Jibro,ò scrittura alcuna de gl'artefici antichi,ancorché eccellentissimi Siano ita-
ti,come fanno sede Je memorie delle seene fatte da Joro,che furono in sì gran pregio,sì in Athene apprelsoi Greci,come in Roma
appresib i Latini. Ma de' tempi nostri intra quelli che hanno lasciata qualche memoria di quest'Arte.tl primo di tempo,& che cò
miglior metodo & forma ne habbia sctitto,è ilato maeslro Pietro della Erartcesca dal Borgo S. Sepolcro,del quale habbiamo Slog-
gi tre libri serirti à mano.ecceHentissimamente disegnati;& chi vuol conoseere l'eccellenza loro, vegga che Daniel Barbaro ne hi
traseritto vna gtan parte nel suo 1 bro della -rospettiua . Scrisse ancora le regole ordinarie di quell'Arte Sebastian Serlio in quel
modo,che da Baldassarre da Siena l'haueua imparate Assai difsusaméte n'hà Scritto Iacomo Andreotti dal Cetchio,& Gio. t usìn
Franzesi. Pietro Cataneo hà pollo il modo medesimo di Pietro dal Borgo. Habbiamo inoltre quelle regole ordinarie in cópendio
<la Leonbatista Albetti,da Lionardo da Vinci,da Alberto Duro,Giouacchino Fottio, & Gio. Lencker, & Vuenceslao Giannizzero
Torinibergense,il quale ha messì in Prospettiua )i corpi regolari,& altri cóposti.si come fece Pietro dal'Borgo,se tene E.Luca gli
ilampò poi sotto suo nome. Habbiamo inoltte \ n'altro libro di Prospettiua intitolato Viatoie,con molta maggior copia di figure»
che di parole. Dimostrò ancora il Commandino Geometricamente,come apparisea all'occhiola cosa viltà in Pros e;tiua in tutti
i casì,che in ciò si possino darc;ma quali Siano quelle dimoltrationi,si \ edra in parte alla trigesimaterza prop.di quello libro.Hora
fra tuttele memorie che da quelli auttori sono fiate Jasciate, neisuna al giud'tio mio aggnigne ali' eccellenza delle due Regole
ptesenti,per esfere esse (ìciuissime & v niuersaliper fare in Prospettiua qualsìuoglia cosa tsattissìmamente. Né da quesa credenza
si allontani alcuno,se gli paresse che il Vignola nó hauesse scritto có quel metodo,& ch<arezza,che Sì ricercherebbe,anzi facci il
medemo giudicio di eiso,che far doniamo di molt'altri eccellenti artefici,c'hanno pollo il lor Studio per acquistarsì gloria dall'
eccellenza dell'operare,non dello scriuere . Con tutto ciò si come il Vignola sempre accresceua di persettiosle le regole da lui
icritte,di che può far fede la disferenza che è in tra più esemplari,che egiicortesisiimo della su a indultria in diuerlì tempi dette
à diuersi,& ilpresente telto,ch'à me da Iacinto suo figliolo fù dato dipoi che l'auttore l'hebbe l'vltima volta reuillo,& riordinato,
poco prima ch'egli passasse di quella vita;così douiamo credere,che quello tello,che al presente mando in Juce, Sia il più compito
& più perfetto di tuttijil quale non dubito che vi habbia a essere vtile,& caro,poiche in ogni parte doue hàhauuto di bisogno, ò>
di esplicatione.ò di supplimento, mi sono ingegnato ne' presenti commentarij di supplire à quanto si potesse dall'Auttore delìdé*'
rare. La qua! cosa Ce io harò ottenuto,mi parrà d'hauer conseguito abbondante frutto delle mie molte fatiche ,

Ctpitoli dei t'flo dclldfrmA pigola,
CHe si può procedere per diuerse regolc.cap.i
Che tutte le cose vengono à terminare
in vn solpunto. cap.i
Jn che consuìa il fondamento della Prospet-
tiua^ che cosa ella sia. cap.3
Che colà liano li cinque termini. cap.4
Pell'elempio delli cinque termini. cap.5
Della pratica de'cinque termini nel digrada
re le supcrficie piane. capj6
Vratica del digradare qualsiuogli figura. cap.7
Modo d'aliar'i corpi sopra le piate digradate. ?
tifiteli del tcsto delia setonit Redola.
Elle definitioni d'alcune voci, che s'ha-
no'da ysare in questa sccóda Rcgyla.cap. «

P

Che questa seconda Regola operi conforme
ajla prima,& Sia d> quella , &: d'ogu'altra
più commodj. . cap.5
Delle linee parallele diagonali,e posie à cajo.3
Della digradatione delle figure a lquadra. c.4
Quato si deue itar lótano a ved^r le I^ospet- ]
tiue,da: che iì regola il punto della distaia. 5
Che si può operare'con quattro pùoti della di-
stania. can.si
Come li digradino consa presente regola le
figure fuor di lquadra. .capt7
Della digradacione del cerchio'. ' cap "
Della digradatiope del quadro fuor di linea.
Della digradatione delle figure irregolari, ci
Cpme si dilegui di Prospettiua con due righe

itnn tirar molte linee.

cap.»

Come si faccinole Sagme eiette-,& diagona-
li. c^«»
Come si saccia 1» pianta d'vna loggia digra-
data, cap.l]
Come li faccia l'aliato delle loggie secondo
.. la precedente pianta. cap.i*
De gl'archi delle loggie in seorcio. cap.ic
Dèi modo di far le crociere nelle valte in
Prospettiua sonia farne la pianta, cap.i<
Modo di far le volte à crociera in Icorcio. C.17
Come si faccino le Sagmc per fare li ">rpi m ,•
Prospettiua. cap.18
Come li faccia la figura del Piedistallo. cap.19
Come si faccinole lagmedelle baie delle
colonne. cap-J»
Dei in»do di far le Sagme de' capitelli, cap.a 1

LA
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