Tasso, Torquato
La Gerusalemme liberata — Venedig, 1745

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II.
Ma con provvido avviso alfin dispone ,
Ch'elsi un di loro scelgano a sua voglia.
Che succeda al magnanimo Dudone,
E quella elezion sovra se toglia.
Cosi non avverrà ch'ei dia cagione
Ad alcun d'essi che di lui si doglia :
E insieme inoltrerà d'aver nel pregio,
In cui deve a ragion, lo Ruolo egregio.
ni.
A se dunque gli chiama, e lor favella :
Stata è da voi la mia sentenza udita,
Ch' era , non di negare alla Donzella,
Ma di darle in stagion matura aita :
Di novo or la propongo, e ben puote ella
Esfer dal parer vostro anco seguitaj
Che nel mondo mutabile e leggiero,
Costanza è spelso il variar pensiero.
IV.
Ma se stimate ancor, che mal convegna
Al vostro grado il rifiutar periglio :
E se pur generoso ardire sdegna
Quel che troppo gli par cauto consiglio 3
Non fia eh'involontarj io vi ritegna,
Nè quel, che già vi diedi , or mi ripiglio
Ma sia con elso voi, com' esser deve,
Il fren del nostro imperio lento e lieve.
v.
Dunque lo starne e '1 girne 1 son contento,
Che dal vostro piacer libero penda.
Ben vLiò, che pria facciate al Duce spento
Successor novo , e di voi cura ei prenda :
E tra voi scelga i diece a suo talento,
Non già di diece il numero traseendaj
Ch' in quello il sommo imperio a me riservo
Non fia l'arbitrio suo per altro servo.
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