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c a N T 0
II.
Sorge non lunge alle Cristiane tende
Tra solitarie valli alta foresta,
Foltissima di piante antiche orrende ,
Che spargon d'ogn'intorno ombra funesta.
Qui neir ora che 1 Sol più chiaro splende,
E% luce incerta, e scolorita, e meda;
Quale in nubilo ciel dubbia si vede,
Sei dì alla notte, o s'ella a lui succede.
in.
Ma quando parte il Sol, qui torto adombra
Notte , nube , caligine, ed orrore,
Che rassembra insernal, che gli occhi ingombra
Di cecità, eh' empie di tema il core .
Né qui gregge, od armenti a' pasehi, all'ombra
Guida bifolco mai, guida pallore :
Ne v' entra peregrin, se non smarrito}
Ma lunge passa, e la dimoslra a dito.
IV.
Qui s'adunati le streghe, ed il suo vago
Con ciaseuna di lor notturno viene :
Vien sovra i nembi , e chi d'un fero drago,
E chi forma d'un irco informe tiene.
Concilio infame, che fallace immago
Suol allettar di de siato bene
A celebrar con pompe immonde e sozze
I profani conviti, e l'empie nozze.
v.
'Così credeasi; ed abitante alcuno
Dal fero boseo mai ramo non svelle :
Ma i Franchi il violar 5 perch' ci sol uno
Somminislrava lor macchine eccelse.
Or qui sen venne il Mago, e l'opportuno
Alto silenzio della notte scelse :
Della notte, che prossima successe,
E suo cerchio formovvi, e ì segni impresse.
 
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