L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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PIE TP O BERNINI 419

L’assieme apparisce quale un tentativo non di ridare una istoria composta, ma di porgerci
allo sguardo uno squarcio tolto da una scena naturalistica. Solo così comprenderemo le strane
e grandi figure secondarie che occupano la parte anteriore del rilievo. Anche la maniera, con
con cui è ideato il problema di rilievo, è diversa. In luogo dello sfondo ideale, dove nem-
meno figura un paesaggio, è qui rappresentato un ambiente chiuso, con un alto punto visivo
non giustificato nemmeno dalla posizione elevata, in cui si trova quest’opera. Invece della

Fig. iS •— Pietro Bernini : Angiolo.

Roma. Palazzo del Quirinale. Sopraporta della Cappella Paolina.

(Fot. Sansaini)

composizione che logicamente verso il fondo perde le forme rotonde, cambiandole con schiac-
ciate, come la troviamo nell’Assunta, abbiamo qui quasi tutte figure rotonde con spazi ariosi
fra l’una e l’altra, la qual cosa porta con sè una forte e marcata ombreggiatura. Queste due
ultime caratteristiche dimostrano esser stato Pietro allora influenzato dallo stile degli altri
artisti della cappella, G. A. Valsoldo, C. Mariani, A. Buonvicino, ecc. Anche per essi è
caratteristico l’alto punto visivo e la maniera inconseguente con cui conducono il rilievo.
La caratteristica principale di quest’opera consiste dunque nell’accentuato naturalismo che
deve rivelare l’effetto d’un fatto vero e momentaneo. L’assieme però non dà l’espressione
di un lavoro armonioso, bensì quella d’un esperimento non riuscito. Sarà bene ricordare che
quest’opera fallì già nella prima esecuzione, forse non senza colpa dell’autore.

Più ancora di questo rilievo differiscono le quattro cariatidi dalle opere che le circon-
dano. Anche la cornice superiore della tomba a questa dirimpetto è sostenuta da simili
figure giovanili di dubbio sesso, opere di Ippolito Buzio e Pompeo Ferrucci1 (fig. 17).

1 Baglione, loc. cit. pag. 227 e 233. — Titi, Studio dì pittura, Roma, 1783, pag. 282.
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