Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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no ETRURIA MARITTIMA

sca che siano tornati alla luce dalle recenti scoperte della regione presa a considerare;
ed evidentemente si comprendeva in tale parziale possedimento il celebre lago Vadimo-
ne che si crede avere esistito da vicino a Bassano. Dovevano altresì essere collegati ai
volsiniensi tutti quei piccoli popoli che abitavano le terre corrispondenti verso le perti-
nenze dei tarquiniensi, che si protraevano sino nelle adiacenze delle attuali città di Vi-
terbo e di Toscanella, ove stavano le tanto rinomate Acque Passere ed il fondo di Ce-
sennia con altre diverse particolari proprietà. Dovevano ancora essere associati i vesen-
tini, che abitavano il lato occidentale del lago Volsiniense; e quindi gli statoniensi, ai
quali si appropria il lago ora denominato Mezzano; ed in line i suanensi che avevano
il loro soggiorno a Suana città esistente verso il principio del fiume ora detto Fiora.
E così la esposizione sui volsiniensi si stende a ricercare quanto offrono di maggiore
importanza i luoghi abitati dagl' indicati popoli a loro associati.

Per le scarse ricerche fatte nella indicata regione Volsiniensc, non si ebbero rag-
guardevoli pubblicazioni che la prendessero in particolare ad illustrare. Ed anzi, oltre
tutte quelle, opere che si riferiscono alla descrizione dell'Etruria in generale, già indi-
cate nella Parte I, si limita la illustrazione sui volsiniensi alla storia di Volseno dell'Ada-
mi, la quale, quantunque parlicolarizzata su tutto ciò che concerne la epoca romana e
del medio evo, pure è ben lontana dall'offrire giuste nozioni sull'epoca etnisca. A dimo-
strare la importanza dei monumenti di Ferento, fui io quasi il primo dopo le esposizio-
ni di alcuni eruditi artisti del decimoquinto secolo. Sui ritrovamenti di Bomarzo furono
esibite diverse memorie dall'arciprete Luigi Vittori. Varie notizie relative agli stessi luoghi,
ed a quei posti d'intorno a Viterbo, furono pubblicate dall'avvocato Stefano Camilli preci-
puamente nelle sue esposizioni sui monumenti di Viterbo. Le recenti scoperte, fatte nelle
stesse adiacenze, furono illustrate dal professore Orioli in diversi suoi eruditi scritti e
particolarmente nelle ricerche su Viterbo e suo territorio. Si devono alle cure del signor
Ainseley l'avere fatto conoscere gl'importanti monumenti sepolcrali di Suana; ed al Den-
nis tutto ciò che di più importante si rinviene nella indicata regione in generale, com-
presa nella sua recente opera sulle città e cemiteri dell'Etruria. Gli oggetti, rinvenuti
nelle indicate scoperte, hanno offerto parziali considerazioni al Gerhard, al Micali, al Pa-
nofka, al Campanari, al Migliarini ed a tutti quegli eruditi che si sono occupati in questi
ultimi tempi della illustrazione delle opere dei vetusti etruschi.

Nella enunciata esposizione volsiniense si segue l'ordinamento stesso che fu tenuto
nelle precedenti altre simili esposizioni; cioè primieramente si prende a considerare tutto
ciò che concerne la storia dei volsiniensi e degli altri popoli che si sono creduti essere stati
ad essi associati nella grande confederazione etrusca. Quindi si dimostra topograficamente
tutta la regione abitata dai medesimi popoli, ed infine si descrivono i monumenti più
importanti che si possono ad essi appropriare con più certezza omettendo sempre dal
prendere a considerare tanto quegli oggetti, che si possono credere essersi potuti tras-
ferire da altre regioni, quanto quelle opere che si conoscono essersi decisamente fatte
nel tempo del dominio romano con maniera differente da quella solita porsi in uso da-
gli antichi etruschi.
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