Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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PARTE V. TARQUINIENSI 57

CAPITOLO IH.

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DESCRIZIONE DEI MONUMENTI.

Seguendo l'ordinamento stabilito nella precedente esposizione topografica, si pren-
dono ora a descrivere tutti quei monumenti che sono stati giudicati di maggiore im-
portanza per la storia tanto dei tarquiniensi quanto degli altri popoli secondari che
abitarono la stessa regione. E progredendo, secondo l'ordine medesimo, si descrivono pri-
mieramente i monumenti appartenenti propriamente ai tarquiniensi, e poscia quei di
Tuscania, di Norcia, di Castel d'Asso, di Viterbo e di Vetralla. In tutte le enunciate
descrizioni monumentali si conserva sempre il metodo già stabilito, cioè di contenersi più
a far conoscere la forma e la struttura principale degli stessi monumenti, che le loro
decorazioni precipuamente figurate, che solo possono offrire argomenti a ricerche dirette
ad altro scopo di quello prefissoci in queste esposizioni generali sull'antica Etruria.

MURA DELLA CITTA' DI TARQUINIA. Quantunque nel principio della enun-
ciata esposizione topografica si sia già osservato quanto di più importante conoscevasi
sulla struttura delle mura che cingevano l'antica città di Tarquinia -, pure si reputa
necessario di dichiarare, in queste esposizioni monumentali, che gli unici avanzi, che
servono a contestare la stessa struttura, consistono in poche opere di sostruzione con
diverse pietre della superiore struttura che rimangono sparse sul suolo in tutto il d'intorno
del colle su cui innalzavansi le stesse mure. Si è con tali reliquie che fu concordata
la dimostrazione dell'opera impiegata in siffatta cinta di mura, che si è esposta nella
Tav. LXXV1I distinguendovi la parte inferiore superstite con tinta più scura della parte
supplita analogamente a quanto è determinato dalle anzidette pietre dismesse. Così si
venne a stabilire in modo assai probabile la qualità dell'opera impiegata nella costruzio-
ne delle stesse mura, in tempi ancora remoti, mentre in qualche altra città dell'Etruria
si faceva tuttora uso della maniera irregolare cotanto rinomata. Nella stessa Tavola è deli-
neato quell'arco che si trova esistere nel muro di sostruzione fatto per sostenere la via che
dalla città, transitando la valle, metteva sui colli situati nella parte settentrionale. L'uso,
a cui fu destinata l'opera stessa, ha offerto già nelle precedenti osservazioni valido ar-
gomento per stabilire essere stata costrutta in tempi assai meno remoti di quei che gli
furono attribuiti da coloro che impresero a descriverla.

TOMBE DELLA NECROPOLI DI TARQUINIA. Prima d'imprendere la descrizione
parziale delle più importanti tombe tarquiniensi, si reputa opportuno d'indicare che
la precisa loro posizione è determinata nella Tav. LXXVI già presa a considerare nella
precedente esposizione topografica. Nella Tav. LXX1X è dimostrato in prospettiva tanto
il modo con cui stavano disposte le stesse tombe nella necropoli principale di Tarquinia,
quanto l'aspetto che dovevano presentare allorché si trovavano nel loro stato di conserva-
zione, come chiaramente si può dedurre dalle molte reliquie che rimangono sul colle
occupato dalla stessa necropoli, che ora, per i monticelli formati dalle terre già accu-
mulate sui tumuli, si suol accennare col nome di Monterozzi.

T. IL 15
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