Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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L ANTICA

ETRURIA MARITTIMA

PARTE OTTAVA

CONCLUSIONE.

A,

He generali considerazioni sulle pratiche tenute nelle arti dai popoli, presi
ad illustrare nelle precedenti esposizioni, succedono in questo ultimo partimento osser-
vazioni tanto sulla più probabile epoca dell1 introduzione dei vani metodi, quanto sulla
loro somiglianza con le opere dei .popoli abitanti lontane regioni, dai quali poterono gli
etruschi derivarne insegnamenti. Si è soltanto con siffatto studio di confronto che si
possono in modo più palese definire le tante vertenze che si sono suscitate su tale ar-
gomento: e ad ottenerne l'intento, con la maggior probabilità possibile, si reputa ne-
cessario di non scostarsi punto dal proponimento fatto sino dal principio, di attenersi
cioè solamente ai documenti riconosciuti autorevoli, e di non fare gran conto delle par-
ticolari opinioni quantunque siano considerate probabili. A queste deduzioni servono di
dimostrazione non solamente tutte le rappresentanze dei monumenti esposti nelle Tavole
annesse ai precedenti partimenti, ma eziandio alcune altre di aggiunta che contengono
disegni di monumenti per più gran parte appartenenti ai suddetti popoli stranieri.

APPARECCHI DIVERSI DI STRUTTURE. Ai distinti metodi impiegati dagli etru-
schi nella costruzione delle loro mura e fabbriche diverse, distinte considerazioni si ren-
dono necessarie a farsi sui monumenti già esposti nelle Tavole che hanno servito di
corredo ai precedenti sei ripartimenti. E primieramente si devono prendere ad esame
i due metodi principali che vennero impiegati nella costruzione delle grandi mura di
munimento. L'uno di essi, venendo composto con pietre ridotte a forme quadrangolari,
si suol distinguere col titolo di opera quadrata ; e l'altro formate con pietre di varia
configurazione, propriamente si suole denominare, per la sua vera forma, opera di po-
ligoni irregolari, ed in riguardo a tradizioni, più favolose che vere, si suole accennare
col nome ciclopea. Come sì l'ima che l'altra opera siano state più proprie dei luoghi,
in cui si rinvenivano pietre naturalmente predisposte ad adattarsi con più facile lavo-
ro all'uno o all'altro genere di struttura, che a pratiche tenute nelle varie epoche, si
è dimostrato coll'appoggio di moltissimi esempj monumentali tanto nel Cap. I della Se-
zione I, quanto nello stesso Cap. I della Sezione II dell'opera mia sull'Architettura an-
tica, contro la comune opinione di quegli scrittori moderni, che nell'effettiva dimostra-
zione dei monumenti si attennero al superficiale significato delle parole impiegate da-
eli antichi nell'accennare siffatte opere. Per l'opera più vetusta si deve certamente con-

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