Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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U2 ETRURIA MARITTIMA

Siffatta corrispondenza di epoca si palesa più distintamente nella forma della scena,
quale è dimostrata nelle due piante esibite in tale Tavola; giacché si vede imitare in pic-
colo quella del grande teatro di Pompeo in Roma. Parimenti la costruzione di essa, fatta
coll'opera quadrata mista alla cementizia e laterizia, come si dimostra nelle due elevazioni
geometriche delle reliquie superstiti, conferma la medesima circostanza. La forma gene-
rale dello stesso teatro si trova concordare alle prescrizioni stabilite da Vitruvio per
i teatri all'uso romano, che si determinava con tre triangoli, come è dimostrato nella
pianta del piano inferiore. La cinta esterna della cavea vedesi formata con semplici
archi senza alcuna particolare decorazione, come è dimostrata nella figura esibita nel
mezzo della Tavola. La stessa cinta, con le parti inferiori della scena, vedesi costrutta
con quelle pietre denominate Aniciané, di cui Vitruvio e Plinio fecero menzione, co-
me fu precedentemente esposto. Questo monumento, per la sua conservazione, ha of-
ferto speciali considerazioni al Serlio che ne pubblicò ricercati disegni; ed altri disegni ri-
mangono nella biblioteca degli Uffiej di Firenze, che presentano le varietà indicate nella
figura esibita tra le suddette due piante. I disegni però, che si espongono, furono de-
dotti da accurate ricerche fatte ultimamente sul monumento medesimo, e la sua po-
sizione è dimostrata nella pianta di Ferento esibita nella Tav. CXIX. (1).

TOMBA DIPINTA CON IL SARCOFAGO DI VELIO URINATE IN BOMARZO.
Tra i più importanti ritrovamenti fatti su di una piccola collina denominata Pian-meano,
posta a circa un miglio distante da Bomarzo verso settentrione e verso il fosso Vezza,
si deve considerare quello dell' enunciata tomba, che, si prende a dimostrare nella
Tav. GXX unitamente al grande sarcofago, che dall'iscrizione sussistente sulla sua fron-
te, si conosce avere appartenuto a Velio Urinate. La tomba però non presenta altra
singolarità che quella di avere il soffitto con incavamenti imitanti piccoli cassettoni e
travicelli di legno, come è dimostrato nella Fig. 1. Le pitture delle sue pareti sono
esposte nelle Fig. % 3 e 4, e nei loro particolari nella Fig. 5; e rappresentano esse
mostri marini e pesci di varia specie con alcune effigie di teste umane. Il sarcofago è
dimostrato nella sua fronte principale ed in una laterale nelle Fig. 6 e 7 con i par-
ticolari dei principali ornamenti nelle Fig. 8 e 9. I medesimi ornamenti alcuni sono
semplicemente distinti con colori ed altri scolpiti, ed offrono singolari forme. Per la
sua importanza meritò che fosse trasportato ad ornare il museo Britannico, mentre
con più convenienza si sarebbe dovuto trattenere all'adornamento dei musei destinati
a conservare memorie dell'antica Etruria (2).

(1) Il Serlio espose la pianta del teatro di Ferento con alcune parti di altri edifizj a carte LV del libro III della sua
ben nota opera sull'architettura. Il disegno, esistente in un codice della biblioteca degli Uffiej di Firenze, fu pubblicato dall'ar-
chitetto Lisandro Koftangioglu negli annali dell'Instituto archeologico dell'anno 1839 Tav. F. di aggiunta. Alcune notizie sul me-
desimo teatro già furono da me stesso esposte nei medesimi annali dell'anno 1337 pag. 62. Quindi si prese a considerare con qual-
che diligenza dal Dennis nel Cap. XIII della sua opera sulle città e cimiteri dell'Elruria di recente pubblicata. Per impedire
poi una maggiore rovina delle reliquie del medesimo teatro furono da me proposti alcuni lavori di riparazione che si esegui-
ranno tra breve.

(2) La indicata tomba di Bomarzo, scoperta negli scavi di Pian-meano dai fratelli Campanari, fu primieramente descritta dal
professore Gerhard e poscia dall'avvocato Camilli (Annali dell'Instituto archeologico, anno 1831 pag. 116 ed anno 1832 pag. 284
e Monum. Ined. Tav. XLII). E per la parte ornamentale diverse erudite illustrazioni furono esposte dal Migliarini che si annodano
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