Vignola; Danti, Egnazio [Komm.]
Le Dve Regole Della Prospettiva Pratica Di M. Iacomo Barozzi Da Vignola — Rom, 1611 [Cicognara, 810B]

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Pio 11 il.fccc in Bologna il portico,&Ia sacciata de'Banchi,doue si scorge con quanta grasia egli Teppe
accordare la parte nuoua con la vecchia. Etelsendopoi perla morte del Buonarroti eletto Architet-
to di san Pietro, vi attese con ogni maggior diligenza fino all'estremo di sua vita . Fra tanto essendo
il Barone Berardino Martirano arriuato alla corte di Spagna per alcuni suoi negotij, sù sauorito da_»
quel Rè , che lo conobbe per huonio intendentissimo nelle Matematiche , & nelle tre parti dell'Archi-
tettura , di conferir seco alcuni Tuoi pensieri in materia di fabbriche , & in particolare della gran Chie-
sa, Óc conuento , che faceua fare alla Scuriale in honore di san Lorenzo . Doue hauendo il Barone au-
uertito molte cose ,& seopcrticon molta chiarezza diuersi mancamenti ; indussequel Rè àsoprasede-
re cosi grande impresa, finche egli mandato da sua Maestà per tutta Italia à cercar disegni da i primi
Architetti, fusse capitato a Roma, per portarli nelle mani del Vignola,per cauar poi da lui vn disegno
compiti silmo : del quale poteise à pieno soddisfarsi, conforme à quello che si prometteua dell'eccellen-
za di esio, & della realtà & candidezza d'animo, che seorgeua in lui; & così tornando poi alla Corto,
inoltrare d'hauer vsata intorno à sì fatto negotio tutta la diligenza, che conueniua. Venuto adunque
il Barone in Italia , hebbe in Genoua disegni da Galeazzo Alellì ; in Milano da Pellegrino Tibaldi, in-
Vcnetiadal Palladio, & in Fiorenza vn disegnopublico dall'Accademia dell'arte del Disegno, & vn-
Part,c°di forma ouale fatto da Vincendo Danti per comandamento del Gran Duca Cosimo : la_*
b°il * ^U^'e -^Ua A*tezza Sereniisima mandò in Spagna nelle proprie mani del Rè , tanto le parue_»
lo & capriccioso. N'hebbe anco in diuerse città tanti de gli altri, che arriuorno fino al numero di
xxi}. De quali tutti non altrimenti che si faceise Zeusi , quando dipinse Elenaa Crotone nel tempio
di Giunone, trahendola dalle più eccellenti parti d'vno eletto numero di bellisiìme vergini, ne sormò
vno ilI Vignola di tanta perfettione, & tanto conforme alla volontà del Rè, che ancorche'l Barone sus-
le di difhcihssima contentatura ,& d'ingegno esquisitilsimo, se ne sodisfece pienamente, & indurlo
»i Re, che non meno se re compiacque di lui, à proporgli, come fece , honoratisiìme conditioni per-
che andane a «fruirlo. Ma egli, che già carico d'anni si sentiua molto sianco dalle continue satiche-.
q.p arte d'rnciliìsima, non volse accettare l'osserte , parendogli anco di non si poter contentare di
quai 11 voglia grancosa, allontanandoli da Roma, & dalla magnificenti [lima fabrica di San Pietro,
ouc con tanto amore si asfaricaua. Giunto all'anno 1573. essendogli comand ito da Papa Gregorio
X1J|. che andato à Città di Cartello, per vedere vna differenza di confi ii tra il Gran Duca di Tosca-
na, & la santaChiesa, sentendosi indisposto, conobbe manifestamente d'esser giunto alla fine del vi-
uer tuo. Ma non restando perciò d'andare allegramente à sar la santa obedienza, si ammalò , & à pe-
na rihauute alquanto le forze, se ne tornò à Roma ; doue eifendo siato introdotto da Noslro Signore,
tu da Sua Beatitudine trattenuto più d'vn'hora passeggiando, per informarsi di quel che egli riporta-
la , & per diseorrer scco intorno à diuerse fabriche, che haueua ih animo di fare , & che ha poi satte
a memoria eterna del glorioso nome suo ; & finalmente licentiatosi per andarsene la mattina à Capra-
rola , su la notte sopragiuuto dalla sebre . Et perche egli s'haueua prima predetta la morte, si poso
iubito nelle mani di Dio, & presi diuotamente tutti i santisiìmi Sacramenti, con molta religione pas-
*° ..rniSllor vic^ »! settimo giorno dal principio del suo male ,chefù alli 7. di Luglio 1573. esiendoin
quello diremo visitato continuamente con molta carità & affetto da molti Religiolì suoi amici, & par-
ticorlarmente dal Tarugi, che con assettuosilsime parole lo inanimì sempre fino all'vltimo sospiro ; &
nauendolasciato molto desideriodi se , & delle sue virtù, con tutto che Iacinto suo sigliuolo gli ordi-
nane essequie modeste, & conueneuoli al grado suo, passorno con tutto ciò i termini della mediocri-
a > per cagione del concorso de gli artefici del Disegno, che l'accompagnorno alla Rotonda con ho-
noratissìma pompa ; quali che ordinante Iddio, che si come egli fù il primo Architetto di quel tempo,
cosi russe sepolto nella più eccellente sabrica del mondo. Lasciò Iacinto (uo sigliuolo più herede delle
Virtù, & dell'honoratissimo nome paterno, che delle sacultà, che si haueffe auanzate ; non hauendo
jnai voluto , nè saputo conseruarsi pure vna particella di denari, che gli veniuano in buon numero al-
le mani ; anzi era folito di dire, che haueua sempre domandato à Iddio quella gratia, che non gi'ha-
nesse ne da auanzare , nè da mancare ; & viuere, & morire honoratamente, come sece doppo di hauer
panato il corso di sua vita trauagliatiisimo con molta patientia, & generosità d'animo, aiutato à ciò
grandemente dalla gagliardezza della complefiione , & da vna certa naturale allegrezza, accompa-
gnata da vna fìncera bontà , con le quali belliflime parti si legò in amore ciaseuno che lo conobbe . Fù
in lui marauigliofa liberalità ,& particorlamentedelle satiche lue , seruendo chiunchegli comanda-
li00" insinita cortesia,& con tanta sincerità, & schiettezza, che per qual fi voglia gran cosa non-
^aurebbe mai faputo dire vna minima bugia. Di maniera che la verità , di che egli saceua particola-
"na prosessìone, risplendeua sempre tra l'altre rare qualità sue come pretiofiflima gemma nel più
ancoi^ *ersoor?legata- Onde resterà sempre nella memoria degl'huomini il nome suo, hauendo
oualc no ft0 fc^itto a'Pofteri le due opere non mai à bastanza lodate; quella dcll'Àrchittetura, nella-.
Bissato di Umaidaverunode'luoitempiauanzato, & quella della Prospettiua, con la quale ha tra-
panato o gran lunga tutti gli altri, che alla memoria denotici tempi siauo peruenuti.
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