Bullettino di archeologia cristiana — 3.1865

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1' eco delle forinole convenzionali, la cui intelligenza
era data ai fedeli d'ogni nazione. Imperocché la chiave
di coteste formole è nei segni arcani e nel successivo
loro svolgimento simbolico, che ci sono rivelati dalle
pitture, dalle sculture, dagli epitaffi dei cemeteri ro-
mani., dal graffito di Modena, dall'epigramma di Autun,
ed ora aggiungeremo dall' affresco alessandrino. La
chiave adunque e la parte precipua e sostanziale di
cotesto arcano sistema di segni e di simboli era com-
mune a tutta la cristianità, all' Oriente ed all' Occi-
dente. L'universalità e la conformità del quale istituto
dimostra, che esso procedette da una causa unica e
polente a produrre un effetto sì uniforme e sì esteso.
Quale sarà questa causa? S. Agostino stabilì il notis-
simo canone , che quanto è praticato universalmente
nella chiesa da immemorabile età e non se ne trova
1' istituzione nei decreti conciliari e negli alti dell'ec-
clesiastica gerarchia, si dee reputare insegnato dagli
apostoli medesimi. Ricorreremo noi a questo grande.

principio, e dall' apostolica età ripeteremo gli esordii,
la tradizione, 1' uniforme universalità del simbolismo
monumentale ? Le recenti scoperte del cemetero di Do-
mitilla mi farebbero quasi rispondere sì. Ovvero alla
scuola alessandrina, le cui lezioni ebbero un eco sì
forte in quasi tutta la cristianità, daremo il vanto prin-
cipale dell'indirizzo dato all'arte simbolica? 0 la chiesa
romana, che di monumenti primitivi d'ogni maniera
dopo tante devastazioni ha ancora tanta ricchezza, die
all' arte cristiana la legge col doppio magistero della
dottrina dommatica e dei tipi simbolici e artistici ?
Le future scoperte ed il progresso dei nostri studii da-
ranno 1' ardua risposta. Intanto manifesta è ['autorità
che ogni giorno maggiore acquistano.cotesti monumenti
a rivelarci la dottrina dommatica della chiesa primi-
tiva; dappoiché sì concorde ne riconosciamo la testi-
monianza in ogni parte dell' orbe antico e della pri-
sca cristianità; in Roma ed in Alessandria.

Iscrizione di Trocsmis nella Slesia inferiore illustrante i manumenti delle cripte di Lucina

presso il cemetero di Callisto.

Nell'articolo precedente ho ricordato gli affreschi
del cemetero di Callisto simboleggianti V eucaristia.
Tra i quali primi per antichità e per la semplice ed
originaria forma della composizione simbolica sono i
dipinti d'un cubicolo doppio situato nella regione del
cemetero predetto, cui compete con ogni certezza lo
storico nome di cripte di Lucina. Il mistico gruppo
due volte ripetuto è composto del pesce vivo nuotante
a fior d' acqua e portante sul suo dorso un canestro
di pani e dentro il canestro un bicchiero di vino.
L' esame minutissimo del sotterraneo m' ha condotto
a riconoscere e provare all' evidenza, che quel cubi-
colo doppio con i suoi dipinti è il monumento più an-
tico delle cripte di Lucina, e eh' esso è contemporaneo
della prima istituzione di quel sepolcreto; la quale po-
trebbe bene essere attribuita alla seniore Lucina, di-
sccpola degli apostoli ; ed almeno non è più recente
del secondo secolo dell' èra nostra (1). Studiando poi
nei frantumi marmorei raccolti dalle rovine di quel
cubicolo, m'avvidi che ivi dopo adoperati i loculi re-
golarmente disposti per le pareti, furono collocati sar-
cofagi, che portavano scritti in fronte nomi di per-
sonaggi cristiani , a mio avviso, nobilissimi, e forse
consanguinei o discendenti della nobile matrona , che
diè nome e principio all'ipogeo. E poiché dei Pom-
ponii Rassi. qualche memoria ho trovato nel suolo circo-
stante, ardii perfino tentare una divinazione, che cioè la
famosa Lucina non sia diversa, dalla Pomponia Grecina
moglie di Plauzio vincitore de' Britanni e ricordata da
Tacito con parole bastantemente indicanti essere essa

(1) V.. Roma 60tt. T. I p. 321-323, 340, 348-51.

sfata cristiana ed una delle prime dame romane con-
vertite alla fede evangelica. Colesti raziocini! ed anche
i tentativi divinatorii , hanno vólto a sè l'attenzione
di parecchi dotti, che nella Roma sotterranea cercano
nuovi lumi per la storia delle origini cristiane: ed è
loro sembrato di sommo momento lo scoprire memorie
monumentali della conversione antichissima al cristia-
nesimo di nobili famiglie romane; nè di minor peso
il poter confermare per mezzo di siffatte memorie le
date dei sotterranei sepolcri e dei loro ornamenti. La
miglior prova della giustezza de' predetti raziocinii, e
il migliore indizio che in quelle divinazioni sia pur qual-
che istinto sagace e qualche confuso presentimento di
verità, è la testimonianza delle novelle ed inaspettate
scoperte. Oggi è da un villaggio della Bulgaria orientale,
che viene in luce una profana iscrizione, la quale pa-
lesemente conferma i ragionamenti da me fatti intorno
ad uno degli epitaffi incisi sui sarcofagi del cubicolo
doppio; aggiunge nuovo peso alle ragioni prodotte per
assegnare quel cubicolo almeno al secolo secondo; e
mostra pertìno che nelle stesse congetture e divina-
zioni v' è qualche cosa di vero.

Il villaggio, di che parlo, ha nome Iglitza; e fin
dal passato anno il sig. Engelhardt ha communicato
all' istituto di Francia preziose notizie intorno alle esca-
vazioni ivi fatte ed alla scoperta ivi avvenuta dell'an-
tica. Troesmis, città della Mesia inferiore (1). Nell'agosto
poi testé decorso il eh. sig. Renier presentò all' ac-

(1) V. Renier, Bull, dell'ist. di corrisp. ardi.1864 p. 193, e segg:
ef. Moinmsen, ibid. p. 260 e segg.
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