Bullettino di archeologia cristiana — 3.1865

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colo XVII ed Ugonotto tenacissimo della sua setta
divulgò nel 1(580 una lettera, in che sfidava i Catto-
lici a trovare nelle lapidi dei primi sei secoli la pre-
ghiera per i defonti e le opere di misericordia in
suffragio, o come si dice nel linguaggio ecclesiastico
in rimedio e redenzione, delle anime loro. Alla sfida
dello Spon non fu allora data piena e diretta risposta;
imperocché la scienza della cristiana archeologia in
Francia era appena nei primi redimenti, e segnata-
mente i teologi poco ne sapevano. La risposta diretta,
che allora non fu data, il Le Ulani 1' ha fatta in una
bellissima memoria pubblicata nell8ii8 ed intitolata:
Rèpome a une lettre da 13 Janvier 1680. Quivi il
dotto successore dello Spon dimostra come nei mo-
numenti medesimi già noti innanzi al 1680 erano
manifeste quelle preghiere e quelle forinole , che
l'archeologo ugonotto pretendeva essere inaudite negli

epitaffi dei primi sei secoli. Volgendosi poscia ai te-
sori monumentali venuti in luce dopo queir anno, a
piena mano ne trae pel suo assunto tante prove e sì
luminose, che se lo Spon oggi vivesse, dalla sua di-
sfida medesima si vedrebbe astretto a cedere le armi
ed a riconoscere la verità.

Queste parole ho voluto contro il costume del
mio Bollettino dedicare ad una breve rivista dei belli
volumi, che ci dànno con ogni dotta cura raccolte e
maestrevolmente dichiarate le cristiane iscrizioni delle
Gallie, perchè assai desideravo fare il debito onore
all'illustre collega, col quale condivido il campo della
cristiana epigrafìa (1).

(1) Quando nudava sullo il torchio quest'articolo, mi è giunto il se-
condo fascicolo del tomo predetto; la cui stampa veggo cosi alacremente
progredire, e possiamo sperare di veder presto compiuta.

©ssenazioni sul nome gentilizio Al'HUll S di S. Ambrogio e di S. Agostino.

L'articolo sul nome gentilizio di s. Ambrogio
divulgalo Dell' Ottobre dello scorso anno ha dato
luogo a due importanti osservazioni, delle quali stimo
necessario tener conto per rendere compiuta la no-
tizia intorno a quel punto non infimo nella storia
del grande vescovo di Jlilano. Le ragioni e le prove
da me accennate dimostrano, che quell'insigne cam-
pione del cristianesimo nel secolo quarto fu congiunto
di sangue con Simmaco il famoso suo antagonista
pagano ; e che da questa parentela ebbe il nome
Aurelius. Simmaco raccomandò a Tiziano vicario del-
l'Africa un commune parente di nome Satiro; il quale
dalla coincidenza esatta del tempo e di tutti gli in-
dizi ho riconosciuto essere appunto Satiro fratel-
lo di s. Ambrogio. Or m'è chiesto, eh' io ponga
il sigillo a quegli indizi mostrando, che anche Tiziano
parente commune di Simmaco e di Satiro fu della
gente Aurelia o a quella gente affine e cognato.
Sarà facile lo additare i rapporti di cotesto Tiziano
con gli Aurelii di stirpe senatoria. Egli soleva ap-
pellarsi con due cognomi Celsinus Titianus ; e con
ambedue lo chiama Simmaco nelle sue epistole. Il
raro cognome Cehinus, che egli amava congiungere a
quello di uso quotidiano Titianus , ci svela la sua
discendenza per il lato paterno o materno da Aurelio
Celsino prefetto di Roma net 341 e nel 351 , cioè

Articolo di Monsig.

Le preclare cose discorse di recente dal eh. cav. G.
B. de Rossi nel suo applaudito Bullettino di Archeologia
Cristiana intorno al nome gentilizio di s. Ambrogio, ch'egli
comprova essere stato quello di Aurelius a riguardo della
sua discendenza dagli Aurelii, illustri per consolati e per
altre sublimi magistrature Romane, mi mosse a ricercare l'ori-
gine e la ragione dell'identico gentilizio Aurelius portato

appunto un trenta anni prima, che il nostro Tiziano
corresse nella via degli onori.

Più importante è la seconda osservazione. Il eh.
Monsig. Cavedoni ha posto mente al nome Aurelius
usato a guisa di prenome anche dal grande Agostino.
Cercandone 1' origine e per così dire la genealogia ,
gli è sembrato scoprire , che il magno dottore tolse
quel prenome appunto da s. Ambrogio, onorandolo
come padre dell'anima sua. E qui c'insegna, che gii
antichi fedeli come riconobbero nell' uomo due na-
scite, la corporale e la spirituale per la fede e per
la grazia del battesimo; così riconobbero due pater-
nità , e talvolta ne dedussero una doppia appella-
zione ; chiamandosi dal nome del padre nella fede
e nella rigenerazione non meno che da quello del
padre secondo natura. Questa dottrina è tanto
bella e poco fino ad ora avvertita, ed è di sì grave
momento il non perderla di vista nell' esame della
cristiana nomenclatura, che stimo ingemmare il mio
bullettino inserendo in esso per disteso lo scritto di
Monsig- Cavedoni. Il quale comincia con parole che a
questi fogli dànno onore, e la modestia dovrebbe con-
sigliarmi a troncarle: ma l'approvazione costante del-
l'illustre dotto di Modena m'è tanto cara, che mi
sarà perdonalo se me ne glorio e volontieri la registro
nel mio bullettino.

Celestino Cavedoni (1).

dal glorioso Vescovo e Dottore s. Agostino, suo contem-
poraneo e figliuolo spirituale in Gesù Cristo; e panni averla
trovata per appunto in questa spirituale lor parentela.

Altri potrebbe di leggieri opinare , che l' identità del

(1) È stato divulgalo nellUrchirio dell' Ecclesiastico >ol. Il p. 5i>9-562)
ottima rivista mensile fiorontina, ma che probabilmente non è nelle mani
della maggior parte de' miei lettori.
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