Bannister, Henry Marriott [Editor]
Monumenti vaticani di paleografia musicale latina (Testo) — Lipsia, 1913

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C. - NOTAZIONE DIASTEMATICA.

I. - Tedesca.

N° 191. Tav. 33 Palat. 235, f. 67 .1

Ff. 68 (compresi 2 e 2 bis) ; ff. i-35v, 292 x 223 mm., ff. 36 e seguenti,
280 X 230 mm. ; ff. 4-23V e 48-61'', 2 col. ; ff. 4-29, 28 11., 30-35 , 31 11.,
48-61, 38 11., 62-67, 44 IL 4 +AB10 a Cb (29) | a D6 a (35) | E6 F2 G4
(47) | a HI8 a (61) | K6.

Collectaneum di porzioni di cinque o sei mss. diversi. Poiché due
pagine sono state fotografate ed un'altra è descritta in quest'opera, ci
sembra opportuno di esso un particolareggiato ragguaglio.

Parte I (ff. 4r-2 9v) : 6". Pauiini carminum libri sex in nativitate S.Fe-
licis, di scribi irlandesi ed anglosassoni del sec. vili (così Bethmann, Ste-
venson, Poncelet). Reifferscheid, con meno probabilità, l'attribuisce al ix.
L'affermazione di Bethmann, ripetuta da Falk, che questa parte provenga
da Fulda, non è giustificata da alcun ragguaglio che si trovi nel ms.

Parte II (ff. 3o'-35v): Sei fogli d'una copia del De laudibus virgini-
tatis di S. Aldelmo, del sec. xi, la quale verso l'an. 1400 apparteneva a
Huysburg in Sassonia (f. 30r : Liber smicie marie virginis in huisborch).

Parte III (f. 36v-47v), (il f. 36r, vuoto in origine, contiene aggiunte
delle benedizioni prima delle lezioni del Mattutino e versi su due duchi
nominati: Candidus e Niger) ; f. 36v-38v, estratti dal De ratione temporum
di Beda, fatti da un copista del sec. xi, 2 il quale pure riempi lo spazio
vuoto dalla metà del f. 38v sino alla metà del f. 39r con un breve trat-
tato sulla musica: «Quid est cantus? peritia musice. artis » (vedi N° 1,
tav. 1 a). Il rimanente del quaderno ha più oltre delle note di computus,
prognostici, ecc.; nell'ult. pag. di esso (f. 4iv), vuota in origine, vi fu ag-
giunto da uno scriba del sec. xi, molto probabilmente quello stesso che
copiò « Quid est cantus », l'inno « Ut queant laxis » con neumi diastema-
tici pel primo verso.

I ff. 42-47v, di due amanuensi, contengono: (f. 43r), Versus de festivita-
tibus sanctorum, *. Bissena mensium vertigine uoluitur annus » (cf. D'Achery,
Spicilegium (Paris, 1773), II, p. 23); f. 43v, notizie sulle feste degli Apostoli,
scongiuri contro i raffreddori e le febbri, ecc. ; spiegazione dell'Orazione
domenicale ; f. 4ÓV, Incipit or do Villi, qua/iter sacerdos ad missam eis (sic)
indila tur ; f. 47'', hicipit ordo et celebratio misse qualiter apud Romanos
agitur.

Parte IV (ff. 48r-6iv): Glosse su Prudenzio, probabilmente del sec. x,
delle quali restano solo due quaderni; nel sec. xv essi furon fatti rilegare
avanti alla terza parte in un ms. di N° 669: G[f\osas continet prudentii et
alia diversa (f. 3Ór).

Parte V (ff. 62r-67v) : Trattato di computus di una scrittura alquanto
simile a quella della terza parte; l'ult. pag. (fotografata) ha, nella colonna
a mano sinistra, la prosa di Notker per la festa di S. Giovanni Battista,

« Sancti baptistae Christi praeconis » {A. H., LUI, 163, p. 267) e nella
colonna di destra un calendario in parte illeggibile, o piuttosto una lista
di festività.

La melodia per la sequenza « Sancti baptistae », come nella più gran
parte dei più antichi troparii, e scritta in due modi: sul testo e sul mar-
gine ; la prima sillabica, l'altra in neumi legati e composti che rappre-
sentano la sequela dell'Alleluia ed erano probabilmente cantati senz'accom-
pagnamento di parole. In questo caso, i neumi sillabici essendo diaste-
matici, noi arriviamo per tal modo ad acquistare un senso chiaro dei
neumi composti, i quali vengono distribuiti sul testo.

I soli neumi sul testo, disgraziatamente in certi luoghi non molto
leggibili, sono la vir. 12, scritta dal basso in alto; il pun. orizzontale, A 3;
un pes, d 12 (per la prima sili, delle linee 10 e 13); un or. per solito nella
forma 1, sebbene una volta o due, p. e., sulla prima sili, di « Christe » (1. 4)
e sulla prima di « prece » (1. 1 3) apparisca in forma di virgola, 5*. Il mar-
gine oltre a ciò fornisce una fi. B 5, (1. 21); il pes fl. al termine della 1. 17,
ha la forma D 5*. Il pun. è sempre orizzontale, A 3, tanto da solo, quanto
in neumi ascendenti o discendenti; scan. d 2* (1. 6); sai. (scan. E ij, al prin-
cipio della 1. 4 ; clim. D 3 ; il pes ordinario, d 12, si trova usato in cima alla
1. 13, ma undici volte ha la forma E 5, cioè un prefisso alla vir.; pel
quale vedi sotto. Una vir. liq., A 8 , compare nella 1. 1 ed un or. nell' ult.
linea. LV. si presenta in forma di 3 eG 23 dopo la testa delle note di-
scendenti nella 1. 4 ed altrove.

La melodia della sequenza 3 può rappresentarsi come segue, nella
tradizionale notazione del medio evo.





---^_fl_m_b—S__■_m-_



■ ■





1. Sancti baptistae Christi praeco-nis 2°A Sol-lemni- a ce- /ebrantes

Da

2bh Ut ad vi- am quam prae-ùi- xit





■ 1 ■

■ -



—- ■ 1

—1 11,.1

mo- ri- bus ipsum sequamur, 3"A De-vo-ti te, sanctis-sime homi-num, a-
adseclas su- os perdu-cat. 3bJ. Appa-rens quae Za-cha-ri-ae Gabri- el re-

5---1------rr---

--■—*r—■-1—^—i—■-ì--^-1—'ri

mi-ce le- su Christi, Ma gi- tamus ut gaudi- a perei-pi-amus, Aa). Ut per
promi- sit, qui tu- am ce-lebra-rent ob-sequi- is na- ti-vi-ta-tem, \»>. Qua san-

i-

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1. ■ ■—V q , ,1 1 ■

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haec festa ae-ter- na gaudi- a ad i- pi-scamur, 5al Tu qui praepa-ras fi- de-
cti De- i s-dcris de- li- ci- is lae-ti congaudent. 5 hK Te de- poscimus ut cri-

1 Reifferscheid, LV1, p.546; Bethmann, p. 332; Stevenson, p.57; Falk, p.37; Pon-
celet, p. 254.

! Il F.Gietmann, Kirchenmusikalisches Jahrbuch, 1905, p. 20, mette questo trattato
alla fine del sec. xi; ma conviene osservare che la scrittura contiene un a aperto.

3 La melodia del « Sancti baptistae » è già stata pubblicata due volte: in Schubiger,
Sdngerschule, ecc. N° 25, dal ms. 546 di S. Gallo, il più recente prosano di quella Biblio-

teca e, comparativamente di nessun valore, e nel Manuale di Solesmes (1906) p. 179 (ripro-
dotto nel Manicai op Gregorian Chant, ecc. Tournai, 1903), probabilmente da mano-
scritti francesi. Sulle forme differenti che questa melodia prese nei manoscritti tedeschi
in quanto distinti da quelli francesi, vedi Frere, Winchester Troper, p. xxxvi, il quale
pubblica pure la sequela del manoscritto Bodl. 775 in PI. I, ed una riproduzione di essa
sul rigo musicale
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