Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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PREFAZIONE

Tra le più insigni città dell'antica Etruria, presa a considerare in questa espo-
sizione, devesi certamente annoverare quella che fu abitata dai tarquiniensi e che stava
collocata a poca distanza dal mare nel mezzo ad un ampio e fertile territorio. Ed anzi
si attribuiva la provvenienza del suo nome a quel Tarconte che credevasi avere sta-
bilito il tanto rinomato ordinaménto sociale delle dodici città capitali dell' Etruria ;
percui essa veniva giustamente considerata come la più cospicua tra le stesse città.
Se a tanta celebrità di origine, che per verità vedesi soltanto contestata da tradizioni
favolose, non si trovano corrispondere le più vetuste notizie storiche appartenenti ai
popoli, che abitarono nelle età più remote queste regioni, si rinvengono poi tante me-
morie dei tempi meno oscuri, che fanno conoscere palesamente avere la città capitale
dei tarquiniensi grandemente prosperato e protetto le arti con maggiore interessa-
mento delle altre città. Cosi tanto per la corrispondenza verso il mare del territorio
proprio dei tarquiniensi, quanto per avere la indicata loro città appartenuto alla società
delle dodici città capitali dell' Etruria, è giustificata la pertinenza a questa esposizione
sull'antica Etruria marittima di tutto quanto concerne la illustrazione della stessa regione.

Ai medesimi tarquiniensi si considerano essersi associati in tutte le vicende acca-
dute negli stessi tempi antichi nella regione anzidetta, e perciò vengono compresi in
questa esposizione, quei popoli che abitarono particolarmente il territorio lungo il mare,
in cui stavano i castelli cogniti col nome Panapione e Castro nuovo, e di seguito quei
di Cento Celle e Gravisca. Parimenti sono compresi quegli altri popoli che occuparono il
territorio sovrastante alla regione marittima, ed ove esistevano le terme Taurine con
diversi altri bagni rinomati presso gli antichi, ai quali perciò può convenientemente
appropriarsi il nome di taurini o acquensi attribuito da Plinio ad uno dei popoli del-
l' Etruria. Per Io stesso motivo si comprendono gli abitanti di Tuscania e quei di una
parte del territorio viterbense, che si possono considerare essere stati denominati an-
ticamente vico-erbensi ed avere corrisposto agli erbensi annoverati pure da Plinio tra
i popoli deirEtruria. Inoltre si comprendono anche quei che abitarono il castello Assia
che apparteneva al territorio tarquiniense ; e così pure gli abitanti dei luoghi, che
si giudicano essere stati occupati da Cortuosa e Contenebra, altri insigni castelli ap-
partenenti ai tarquiniensi 5 ed in fine sono compresi gli abitanti di Blera, del Foro
Cassio e degli altri luoghi intermedii che non bene si possono riconoscere con quali
nomi erano distinti dagli antichi.

Benché di poco variassero le opinioni sulla corrispondenza del luogo occupato dalla
anzidetta città capitale dei tarquiniensi, pure soltanto da circa venti anni a questa
parte sì potè determinarne la vera posizione in seguito delle molte scoperte fatte tanto
nell'area da essa occupata quanto nelle adiacenze, e precipuamente nella sua principale
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