Memorie della Regale Accademia Ercolanese di Archeologia — 2.1833

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Dopo del vasetto vengono in ordine quattro strigili,
o striglie aggrappatevi dalla parte del loro manico.

In fine siegue ima coppa d'un sol manubrio, la quale
è perfettamente rotonda, ed è nell'anello infilzata per via
d'un sottil buco lineare bislungo a due occhielli praticato
nella fine del manico.

Io prenderò a notar poche cose, e sol quante mi
pajono convenevoli a siffatti utensili ; nel che serberò
quell' ordine stesso, che nella pratica de' medesimi gli
antichi serbavano.

CAPITOLO PRIMO.

Del vasetto appellato Ampulla Olearia.

Egli è ben noto, che dopo gli esercizj del Ginnasio,
e della palestra era il costume de' Greci, e de' Romani
passar nelle Terme, o Bagni, che sempre vicino a'Gin-
nasj si costruivano, perchè colla calda lavanda alle membra
stanche dall' agitazione, e di sudor molli dar si potesse
sollievo, e ristoro. Platone ( Dialogo T^I. de legibus )
avverte esser tale appunto lo scopo de' bagni, Ubique
autem ( così trascriviamo in latino le sue parole ) in iis
gymnasia juvenes tam sibi, quam senibus commoda
praepareni ; calidis balneis constitutis, et copiose siccis
appositìs lìgnis, ut et remedium aegrotantibus, et lenimen
labore defessis ajferatur ; quae sane curatio longe me-
lior est, quam medici parum periti mede/a. Lo stesso
effetto del bagno caldo riconosce il servo Acantione nella
scena 2 dell'Atto I. del Mercator di Plauto dicendo:
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