Memorie della Regale Accademia Ercolanese di Archeologia — 2.1833

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1' erudito autore contento di dar la sua spiegazione lia
riserbato ad altro suo ragionamento lo stabilire cogli op-
portuni confronti la verità del suo assunto ; mi si per-
metta che due soli io qui ne istituisca de'molti, che far
si potrebbero, e che 1' erudizione del Signor Jannelli sa-
prà sicuramente assai meglio di me, quando che sia,
andare indicando.

Traggo il primo di questi confronti dalla certa ima-
gine di Zefiro, che V antichità ha fino a noi trasmessa,
e che mirasi nella celebre torre de'venti in Atene. In
uno degli otto lati di essa è appunto Zefiro, indicato dal-
le iniziali Z E..........che leggonsi sopra di esso, ed

egli vi è rappresentato come vago giovanetto nudo, e di
grandi ali ornato, assolutamente come nella pompeiana
pittura, e come il descrive pure Lucrezio:

II Ver, et Verìus, et Veneris praenimtius ante
Pinnatus graditili* ZepTvyrus vestigia propter ( 1 ).
Jria lo Zefiro ateniese cinto il corpo di picciol man-
tello lievemente svolazzante, e sostenendone leggiadra-
mente il lembo colla destra, il dimostra tutto pieno di
eletti fiori (2). E similmente questo nostro pompeiano

(1) De rer. natur. lib. V , v. 736,7. Anche Claudiano dice di Zefiro ( de
rapili Proserp. lib. II v. 88 , 9. )

.....ili e novo madidantes nectare pennas

Conculit et glgbas fecundo rore maritat.

(2) Vedi le antichità di Atene dello Stuart I 21 ediz. del i8og , e la fi-
gura che ne ha tratta il Mutili Caler, mythol. tab. LXXV1I f. 322. Del resto
sulle *lj attribuite a' vénti dagli scrittori può vedersi (ragli altri il Jablonski
nel Pantheon Aegyptium part. IH pag. 128 segg.
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